Autore: Giovanni Mori, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano – Ospedale Santa Chiara di Trento, Unità di Malattie Infettive
giovanni.mori@apss.tn.it
Renata Rossi, Caritas Ambrosiana, Milano; Nadia Folli, Caritas Ambrosiana, Milano; Valeria Impedovo, Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione, Milano; Escalante Isabella, Fondazione Somaschi, milano; Miriam Longhi, Lule Onlus, Milano; Miriam Pasqui, Comune di Milano.
Categora Primaria: Salute dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati
Categora Secondaria: Malattie trasmissibili
INTRODUZIONE Fondamentale per la prevenzione e il controllo delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) è garantire alla popolazione l’accesso ai centri sanitari, per favorire la diagnosi ed il trattamento precoce. In Italia vi è carenza di studi scientifici sulla percezione del rischio e sul rischio oggettivo di IST, soprattutto nelle sex workers (SW). Tra 06 e 12/2023 (progetto “Derive ed Approdi” del Comune di Milano, con 4 unità di strada e un infettivologo) sono state raccolte informazioni sulle abitudini sessuali ed i fattori di rischio per IST di SW del territorio di Milano.
OBIETTIVI Counseling IST delle SW, mediante uscite notturne, e raccolta informazioni quantificabili per stimare conoscenza e rischio di IST di questa popolazione, allo scopo di progettare interventi mirati di riduzione del danno.
METODI È stato creato un questionario anonimo, tradotto in varie lingue e somministrato alle SW su base volontaria, direttamente in strada. I dati sono stati raccolti in Excel e analizzati.
RISULTATI 90 SW [52 donne e 38 persone transgender (MTF)] hanno compilato il questionario: • Età anagrafica media (anni) 33 ± 9; • Il 60% non ha accesso al Sistema Sanitario Regionale (SSR), il 13% ha STP, il 27% TS; • Durata media (anni) di attività come SW di 12 ± 8; • N° medio di clienti al giorno di 8 ± 4; • Il 10% non ha mai eseguito screening IST, solo il 30% ha eseguito > 10 screening; • Il 60% ha dichiarato di utilizzare sempre il condom; • Il 39% ha ricevuto diagnosi di almeno una IST; • Solo il 20% conosce tutte le principali IST. Solo il 36% e il 20% del campione conosce PREP e PEP, rispettivamente; • Il 73% ha ricevuto counseling IST almeno una volta nella vita. I dati raccolti permettono di asserire: • Copertura sanitaria significativamente diversa (53% vs 31%, p 0.036524) nei due gruppi; • Età anagrafica media, durata media dell’attività di prostituzione e N° medio di clienti simile nei due gruppi, con una forte variabilità all’interno del campione; • N° di IST precedenti/attuali significativamente diverso (72% vs 14%, p < 0.00001) nei due gruppi; • Utilizzo regolare condom significativamente diverso nei due gruppi (44% vs 70%, p 0.019671); • Conoscenza IST e PEP scarsa in entrambe i gruppi; • N° persone che hanno ricevuto counseling IST significativamente diverso (p < 0.00001) nei due gruppi.
CONCLUSIONI Andrebbe potenziata la capacità ricettiva del SSR, considerando la bassa copertura sanitaria e fragilità socioculturale delle SW. Il numero di screening IST, rapportato alla durata media di attività e all’incostante utilizzo del condom, è insoddisfacente. Andrebbe favorito il counseling, possibilmente con approccio peer-to-peer, soprattutto nelle donne (a maggior rischio di complicanze da IST) e in generale nelle SW sieronegative per HIV. La PREP andrebbe usata per la prevenzione di HIV, particolarmente nelle MTF, poiché l’utilizzo del condom è minore in questo gruppo. La prescrizione potrebbe essere un momento per favorire il counseling.