Riammissioni e mortalità correlata alle dimissioni contro il parere dei sanitari.

Autore: Laura Salmaso, UOC Governo Clinico – Regione Veneto – Azienda Zero
laura.salmaso@azero.veneto.it
Bellio S, UOC Governo Clinico – Regione Veneto – Azienda Zero; Miatton A, Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità pubblica – Università degli Studi di Padova; Cocchio S, Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità pubblica – Università degli Studi di Padova; Baldovin T, Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità pubblica – Università degli Studi di Padova; Baldo V, Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità pubblica – Università degli Studi di Padova; Buja A, Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità pubblica – Università degli Studi di Padova; Saia M, UOC Governo Clinico – Regione Veneto – Azienda Zero;

Categoria Primaria: Altro: epidemiologia ospedaliera
Categoria Secondaria: Epidemiologia clinica

Introduzione Le dimissioni contro il parere dei sanitari (discharge against medical advice – DAMA) rappresentano un rilevante problema per l’aumentato rischio di outcome avversi, il consumo di risorse non ottimale e non ultimo per il possibile contenzioso. Scopo del presente studio è stimare il rischio di riammissione ospedaliera e la mortalità nei soggetti autodimessisi dalle strutture di ricovero pubbliche e accreditate del Veneto.

Metodi È stato condotto uno studio di coorte retrospettivo utilizzando come fonte informativa l’archivio regionale anonimizzato delle schede di dimissione ospedaliera (SDO), considerando tutte le dimissioni ordinarie avvenute nel periodo 2016-2020 ad esclusione degli episodi di ricovero conclusisi con il decesso e delle riammissioni post DAMA, ovvero a carico di soggetti precedentemente autodimessisi. Come riammissioni ospedaliere sono stati considerati tutti i ricoveri avvenuti entro 30 giorni dalla dimissione del ricovero indice, avvalendosi del flusso SDO per i decessi intraospedalieri e dell’anagrafe sanitaria regionale per identificare i decessi entro 30 giorni di soggetti non riospedalizzati. Oltre alla descrizione delle caratteristiche dei pazienti e delle strutture ospedaliere, mediante un’analisi di regressione logistica si è provveduto a stimare gli OR grezzi ed aggiustati (aOR) di riammissione e mortalità totale e intraospedaliera a 30 giorni dalla dimissione.

Risultati Nel quinquennio considerato, a fronte di 2.521.178 dimissioni eleggibili si sono registrate 19.272 DAMA (7,6‰), con una maggior prevalenza tra i pazienti con meno di 45 anni (13,1‰ vs 5,1‰), gli stranieri (18,4‰ vs 6,6‰) e nel genere femminile (8,0‰ Vs. 7,2‰). Il valore percentuale delle riammissioni entro 30 giorni dei soggetti autodimessisi è risultato significativamente più elevato (9,5% Vs. 4,6%; aOR: 2,76; CI: 2.62–2.90) in particolare nelle prime 24 ore (21,0‰), con una maggior corrispondenza sia considerando il DRG prodotto a seguito della riammissione ospedaliera rispetto al ricovero indice (24,1% Vs. 16,2%) che la MDC (67,5% Vs. 43,0%). Sia la mortalità totale (aOR: 1.48; 95% CI: 1.33–1.66) che intraospedaliera (aOR: 1,40; CI: 1.19–1.65), valutate a 30 giorni dalla dimissione del ricovero indice, sono risultate più elevate negli autodimessisi.

Conclusioni Sebbene le dimissioni DAMA rappresentino una piccola percentuale delle dimissioni ospedaliere, esse determinano un maggior rischio di mortalità e riospedalizzazione a 30 giorni per i pazienti, confermando l’importanza di un accurato monitoraggio del fenomeno e l’identificazione di fattori predittivi di DAMA per porre in essere tutte le azioni necessarie a migliorare l’outcome dei pazienti.