Autore: Fabiola Fedele, Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Italia
fabiola.fedele@iss.it
Roberto De Luca; Registro Nazionale PMA-Istituto Superiore di Sanità Cinzia Di Monte; Registro Nazionale PMA-Istituto Superiore di Sanità Roberta Spoletini; Registro Nazionale PMA-Istituto Superiore di Sanità Vincenzo Vigiliano; Registro Nazionale PMA-Istituto Superiore di Sanità Simone Bolli; Registro Nazionale PMA-Istituto Superiore di Sanità Lucia Speziale; Registro Nazionale PMA-Istituto Superiore di Sanità Monica Mazzola; Registro Nazionale PMA-Istituto Superiore di Sanità Anna Bertini; Registro Nazionale PMA-Istituto Superiore di Sanità Giulia Scaravelli; Registro Nazionale PMA-Istituto Superiore di Sanità
Categoria Primaria: Epidemiologia clinica
Categoria Secondaria: Epidemiologia valutativa
Introduzione: Il Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è stato istituito con decreto del Ministro della Salute il 7 ottobre 2005 presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in attuazione a quanto previsto dalla Legge n.40/2004. Il Registro delinea il quadro epidemiologico della applicazione della PMA in Italia raccogliendo e analizzando tutti i dati sui cicli di PMA eseguiti e monitorando anche l’accessibilità ai servizi, l’efficacia delle tecniche, la sicurezza della loro applicazione e la qualità del sistema di raccolta dati.
Obiettivi: Descrivere le disuguaglianze territoriali nell’accesso all’applicazione delle tecniche di PMA nel nostro Paese.
Metodi: È stato valutato l’accesso all’applicazione delle tecniche di PMA attraverso l’indicatore europeo del numero cicli per milione di abitanti e l’indicatore di numero di cicli effettuati ogni milione di donne in età fertile. È stata analizzata inoltre la distribuzione territoriale dei centri PMA e la quantità di cicli eseguiti, anche in relazione alla tipologia di servizio offerto dai centri.
Risultati: Nel 2021, i centri di PMA erano 202: 113 privati, 72 pubblici e 17 privati convenzionati. In particolare, il 57,4% dei centri attivi erano concentrati in 5 regioni: Lombardia 23 centri (11,4%), Campania 28 centri (13,9%), Lazio 27 centri (13,4%), Veneto 19 centri (9,4%), Sicilia 19 centri (9,4%). Gli indicatori del numero di cicli effettuati ogni milione di donne in età fertile (15-45 anni) e del numero di cicli ogni milione di abitanti sono più alti nelle regioni del Nord e del Centro, mentre sono al di sotto della media nazionale in quelle del Sud. Per quanto riguarda la tipologia di servizio offerto, nel 2021 il 57,1% di tutti i cicli di PMA iniziati (30,7% nei centri pubblici e 26,4% nei privati convenzionati) è stato a carico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), nonostante il numero di centri pubblici o privati convenzionati fosse inferiore a quello dei centri privati. Inoltre, la presenza di centri pubblici era maggiore nelle regioni del Nord (61%) e in Toscana (67%), mentre i centri privati erano presenti in numero maggiore nelle regioni del Sud (72%) e nel Lazio (78%). Ogni regione stabilisce inoltre i limiti massimi di età e numero di tentativi, influenzando ulteriormente l’eterogeneità nell’accesso ai trattamenti di PMA finanziati dal SSN.
Conclusioni: La distribuzione regionale del numero dei centri e del tipo di servizio offerto fotografa le politiche sanitarie adottate dalle diverse regioni italiane. É evidente una disparità a livello regionale per l’offerta e l’accessibilità delle tecniche PMA a carico del SSN, che si accentua ancora di più se si considera il gradiente nord-sud, favorendo così il fenomeno della migrazione regionale per l’accesso alle cure. L’auspicio è che tali dati siano utilizzati a livello regionale e centrale per il raggiungimento di una maggiore equità ed omogeneità nell’accesso e nell’opportunità di cura offerta sul territori.