Il ruolo del chirurgo e della struttura di intervento: la relazione tra volumi di attività ed esiti clinici nella chirurgia oncologica della Regione Lazio.

Autore: Salvatore Soldati, Dipartimento di Epidemiologia del S.S.R. del Lazio
s.soldati@deplazio.it
Paola Colais, Dipartimento di Epidemiologia del S.S.R. del Lazio; Marina Davoli, Dipartimento di Epidemiologia del S.S.R. del Lazio; Luigi Pinnarelli, Dipartimento di Epidemiologia del S.S.R. del Lazio;

Categoria Primaria: Epidemiologia valutativa

Introduzione Lo studio della relazione tra volumi di attività chirurgica ed esiti clinici costituisce un ambito di ricerca complesso, che richiede una valutazione accurata di tutti i fattori influenti. Sebbene esistano evidenze robuste sulla relazione tra volumi di attività ospedaliera ed esiti clinici, tale associazione non è dimostrata in tutti gli ambiti chirurgici. Inoltre, esiste una scarsa evidenza scientifica sulla relazione tra il volume del chirurgo e gli esiti, nonché sull’eventuale interazione tra il volume dell’ospedale e quello del chirurgo.

Obiettivi Lo studio ha l’obiettivo di analizzare la relazione volume-esito per chirurgo per tre procedure: intervento conservativo per il tumore maligno della mammella, colecistectomia laparoscopica e intervento chirurgico per tumore maligno del colon.

Metodi Sono stati considerati i seguenti esiti clinici: reinterventi entro 120 dopo un intervento conservativo per tumore maligno della mammella, complicanze a 30 giorni dopo colecistectomia laparoscopica e mortalità a 30 giorni dopo intervento per tumore maligno del colon. La relazione tra il volume di attività del chirurgo e il rischio aggiustato degli esiti è stata analizzata su dati raccolti negli anni 2020-2022 dai sistemi informativi sanitari della Regione Lazio. La relazione volume-esito è stata esaminata considerando tutti i chirurghi operanti presso le strutture ospedaliere del Lazio con almeno 5 interventi annui. Inoltre, è stata condotta un’analisi stratificata per confrontare gli esiti clinici dei chirurghi operanti in strutture ospedaliere a basso e alto volume di attività, al fine di evidenziare eventuali differenze nella relazione associate ai diversi volumi di attività della struttura di intervento. Le stime sono state ottenute mediante polinomi frazionati per identificare le relazioni non lineari tra i volumi di attività e gli esiti. L’identificazione di eventuali punti di svolta nella relazione è stata valutata attraverso l’uso di modelli segmentati.

Risultati Nell’analisi complessiva, l’alto volume di attività chirurgica è risultato essere associato ad esiti clinici significativamente migliori per tutte e tre le condizioni in studio. Nell’analisi stratificata, i chirurghi operanti in strutture ad alto volume hanno mostrato una relazione volume-esito molto simile a quella evidenziata dall’analisi complessiva, mentre si sono osservate relazioni diverse per i chirurghi operanti in strutture a basso volume di attività, suggerendo come il volume di attività dell’ospedale possa influenzare la relazione volume-esito per chirurgo.

Conclusioni Questi risultati sottolineano la necessità di sviluppare strategie mirate al miglioramento della qualità dei servizi sanitari nel contesto chirurgico, al fine di garantire il rispetto degli standard di volume sia a livello ospedaliero che a livello del singolo operatore.