Autore: Lorenza Nisticò, Centro per le scienze comportamentali e la salute mentale, Istituto superiore di sanità, Roma
lorenza.nistico@iss.it
Simonetta Palleschi, Dipartimento Ambiente e salute, Istituto superiore di sanità; Barbara Rossi, Dipartimento Ambiente e salute, Istituto superiore di sanità; Olimpia Vincentini, Dipartimento della sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, Istituto superiore di sanità; Francesca De Battistis, Dipartimento della sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, Istituto superiore di sanità; Valentina Cardillo, Centro per le scienze comportamentali e la salute mentale, Istituto superiore di sanità; Serena Puglia, Centro per le scienze comportamentali e la salute mentale, Istituto superiore di sanità; Sonia Brescianini, Centro per le scienze comportamentali e la salute mentale, Istituto superiore di sanità; Gruppo Piccolipiù: Luigi Gagliardi, Vieri Lastrucci, Daniela Porta, Lorenzo Richiardi, Luca Ronfani, Franca Rusconi;
Categoria Primaria: Salute materno-infantile
Categoria Secondaria: Ambiente e salute
Introduzione. Studi epidemiologici hanno descritto un’associazione tra l’esposizione all’inquinamento atmosferico durante la gravidanza ed esiti avversi dello sviluppo neurologico nei bambini. L’esposizione a particolato ambientale è stata associata a livelli elevati di omocisteina plasmatica (Hcy), un fattore inversamente associato allo sviluppo cognitivo e psicomotorio nei bambini. Sebbene gli esatti meccanismi biologici rimangano poco chiari, un pathway plausibile coinvolge il metabolismo dell’Hcy.
Obiettivo. Esplorare l’effetto dell’esposizione all’inquinamento atmosferico durante la gravidanza sullo sviluppo neurologico del bambino considerando il possibile ruolo di mediazione di alcuni fattori intermedi, quali l’Hcy e altri tioli di basso peso molecolare, che si ritiene si trovino nel percorso causale tra esposizione ed esito.
Metodi. Lo studio coinvolge circa 200 coppie madre-bambino appartenenti alla coorte di nascita Piccolipiù. Le concentrazioni giornaliere di PM10 sono state stimate in diverse finestre di esposizione prima e durante la gravidanza. Lo sviluppo neurologico e il comportamento nei bambini di 4 anni sono stati valutati utilizzando rispettivamente le scale WPPSI e CBCL. I livelli totali di Hcy plasmatica e di metaboliti tiolici a basso peso molecolare (cisteina, glutatione, cisteinilglicina) sono stati quantificati mediante RP-HPLC-FLD su campioni di sangue da cordone ombelicale e sangue materno raccolti al momento del parto. L’associazione tra PM10 e le misure di sviluppo neurologico è stata stimata utilizzando modelli di regressione lineare. Le analisi di mediazione hanno considerato i tioli come potenziali mediatori.
Risultati. I risultati preliminari suggeriscono un’associazione tra l’esposizione a PM10 nei 90 giorni prima del concepimento ed il punteggio ADHD (scala CBCL) nei bambini. Nella stessa finestra temporale, livelli più elevati di esposizione materna al PM10 risultano associati a livelli più bassi di glutatione materno (b= -0,043, p=0,016) e a livelli più alti di cisteina nel neonato (b= 0,40, p=0,017), quest’ultima essendo associata anche a risultati comportamentali peggiori (b = 0,18, p = 0,049 per la dimensione ADHD). È stata anche identificata una mediazione parziale dei livelli di cisteina nei neonati nel percorso tra l’esposizione preconcezionale al PM10 e l’ADHD nei bambini.
Conclusioni. Questo studio mette in luce la complessa interazione tra esposizione materna al particolato atmosferico, i livelli plasmatici materni e neonatali di Hcy e di altri tioli a basso peso molecolare e gli esiti sullo sviluppo neurologico nei bambini. Altri studi hanno mostrato risultati simili nei bambini con ADHD, dove i livelli di cisteina nel plasma cordonale sono più alti di quelli dei bambini senza ADHD. L’identificazione di potenziali fattori di mediazione fornisce preziose informazioni per interventi mirati volti a mitigare gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sullo sviluppo neurologico infantile.