La valutazione degli accessi in Pronto Soccorso: un’analisi dei frequent users nella regione Lazio

Autore: Francesca Mataloni, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1
f.mataloni@deplazio.it
Giuseppe Furia, ASL Roma 1; Antonio Vinci, ASL Roma 1; Paolo Papini, ASL Roma 1; Maria Balducci, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1; Giovanna Cappai, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1; Marina Davoli, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1; Mirko Di Martino, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1;

Categoria Primaria: Epidemiologia valutativa
Categoria Secondaria: Sistemi informativi

Introduzione: I Frequent Users (FU) del Pronto Soccorso sono definiti come quei pazienti che hanno accessi in PS ripetuti in un periodo definito. Comprendere le caratteristiche dei FU può essere utile per l’implementazione di interventi volti alla riduzione dell’affollamento dei PS e alla gestione dei pazienti nei setting assistenziali appropriati.

Obiettivi: Misurare la prevalenza dei FU sia sulla popolazione generale sia sugli utilizzatori del PS, identificare le caratteristiche cliniche e sociali dei FU, studiare la distribuzione geografica del fenomeno nel Lazio e analizzare la variabilità dei FU tra Distretti sanitari e Medici di Medicina Generale (MMG).

Metodi: I pazienti che hanno avuto almeno un accesso nei PS della Regione Lazio nel 2022, assistiti da un MMG della Regione, con età >=18 anni sono stati arruolati nella coorte. I FU sono stati definiti utilizzando una soglia di 4 o più visite in PS per paziente nel 2022. Sono stati considerati anche altri cut-off (visite ≥5, 7 o 10). Le fonti dei dati utilizzate sono il Sistema Informativo dell’Emergenza Sanitaria e l’Anagrafe degli Assistiti. È stata eseguita un’analisi logistica multilivello per misurare la variabilità del fenomeno per distretto di assistenza e MMG e per identificare i determinanti sociali e clinici di tali pazienti.

Risultati: Sono stati arruolati 716,140 pazienti (1,075,342 accessi). I FU (visite ≥4) sono lo 0.7% della popolazione assistita e il 4.5% dei pazienti che hanno avuto almeno un accesso in PS. La percentuale di pazienti con una diagnosi di disturbi mentali aumenta al variare del cut-off utilizzato (No FU: 1.9%, ≥4 visite: 4.7%, ≥5 visite: 5.7%, ≥7 visite: 8.2%, ≥10 visite: 11.8%). Andamenti simili sono stati riscontrati per i pazienti con sintomi di agitazione psicomotoria, problemi sociali, codice triage non urgente e per quelli che abbandonano il PS prima o durante gli accertamenti. Il rischio di essere un FU del PS aumenta con il peggioramento della posizione socioeconomica (OR=1.14 per Medio-Basso e OR=1.28 per Basso vs Alto) ed è maggiore per i pazienti cronici (OR=1.34) o multi-cronici (OR=1.59 per complessità clinica medio-bassa e OR=3.47 per complessità clinica alta) rispetto alla popolazione senza condizioni croniche. È stata osservata una variazione significativa (p<.0001) tra i medici di medicina generale (MOR=1.15) e tra i Distretti sanitari (MOR=1.17).

Conclusioni: I FU del PS hanno maggiori probabilità di avere una posizione socioeconomica bassa e di essere affetti da condizioni croniche. Inoltre, le cause di accesso dei FU al PS sono principalmente legate a disturbi mentali e problemi sociali, suggerendo che i servizi basati sulla comunità e le alternative nell’ambito dell’assistenza sono insufficienti o inefficaci. L’analisi della variabilità nella prevalenza dei FU suggerisce che i medici di medicina generale possono svolgere un ruolo importante nella riduzione degli accessi inappropriati in PS.