Autore: ELISA MARIANI, AUSL PARMA
elmariani@ausl.pr.it
FRANCA POZZI, SITI AOU-AUSL PARMA; MARCO DIOGUARDI, SITI AOU-AUSL PARMA; SERENA D’ANGELO, SITI AOU-AUSL PARMA; ANDREA FERRARI, SITI AOU-AUSL PARMA; TOMMASO BIANCHI, SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN IGIENE PARMA; NATALIA SODANO, AUSL PARMA; ROSANNA GIORDANO, AUSL PARMA;
Categoria Primaria: Ambiente e salute
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione
INTRODUZIONE Le alte temperature avranno un ruolo sempre più rilevante negli eventi legati ai cambiamenti climatici e la popolazione vulnerabile al caldo è destinata ad aumentare. Questo rende fondamentale il ruolo della Sanità Pubblica, con i relativi piani di prevenzione per ridurre gli impatti del caldo. In quest’ottica il nostro lavoro intende analizzare gli eventi sanitari legati alle ondate di calore verificatesi in provincia di Parma.
OBIETTIVO L’obiettivo è quello di valutare l’impatto delle ondate di calore sul numero di ricoveri urgenti nella popolazione over-65 della provincia di Parma.
METODI Lo studio, di tipo osservazionale retrospettivo, considera i mesi da maggio a settembre nel periodo 2010 -2023, nella provincia di Parma suddivisa in tre aree: Città, pianura e montagna. Le variabili considerate sono: numero di ricoveri, stratificati per tre fasce di età, per tutte le cause, per cause cardiovascolari e cause respiratorie, indice di Thom (intensità dell’ondata di calore) e il PM10. L’analisi è stata condotta mediante regressione di Poisson, dove l’effetto del caldo sugli esiti di salute è espresso come rischio relativo.
RISULTATI L’andamento dei ricoveri totali nella popolazione generale e nella fascia di età 65-74, non mostra un eccesso di rischio in nessuna delle tre aree. Per la fascia 75- 84 vi è un eccesso di rischio in montagna (IRR 1,03; IC 95% 0,88-1.2); nella fascia over 85 l’eccesso di rischio invece è presente in città e in pianura. In montagna compare un eccesso di rischio per ricoveri per cause respiratorie in tutta la popolazione (IRR 1,26 IC 95% 1.01-1.58) e in tutte le tre fasce: 65-74 con IRR 1.04 IC 95% 0.6-1.85, 75-84 con IRR 1.2, IC 95% 0,83-1.73 e 85+ con IRR 1,42 IC 95% 1.01-1.98. In pianura e in città si evidenzia un lieve eccesso solo per gli over 85 (rispettivamente IRR 1.03, IC 95% 0.92-1.15, 1.05, IC 95% 0.95-1.16). Non si evidenzia alcun effetto sulle cause cardiovascolari.
DISCUSSIONE L’analisi, che non ha tenuto conto dell’aspetto temporale ma che ha confermato un effetto soglia noto di temperatura dopo il quale sono attesi effetti sulla salute, ha permesso di indagare aree meno studiate in letteratura, come la pianura e la montagna, che presentano differenze sia meteo-climatiche che di urbanizzazione. Il dato più significativo è l’eccesso di rischio nei ricoveri per cause respiratorie, più evidente in montagna; questo risultato potrebbe dipendere dalla maggior percentuale di grandi anziani, e dal minor adattamento di quest’ultimi alle ondate di calore meno frequenti in quest’area. La pianura, benché abbia temperature simili alla città, presenta un rischio più basso rispetto alle altre due aree, grazie alla mitigazione per la presenza di “aree verdi” e sistemi di condizionamento. Tali osservazioni possono essere utili alla messa in atto di un monitoraggio per l’organizzazione dei servizi nelle aree più a rischio e per la popolazione più suscettibile, al fine di valutare l’efficacia degli interventi.