Autore: Angela Nardin, Università degli Studi di Verona / Istituto Superiore di Sanità
angela.nardin@iss.it
Aurora Mancini, Istituto Superiore di Sanità; Walter Cristiano, Istituto Superiore di Sanità; Donatella Gentili, Istituto Superiore di Sanità; Giada Minelli, Istituto Superiore di Sanità; Valerio Manno, Istituto Superiore di Sanità; Laura Mancini, Istituto Superiore di Sanità Ornella Punzo, Istituito Superiore di Sanità.
Categoria Primaria: Ambiente e salute
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione
INTRODUZIONE Determinanti di salute quali stili di vita, fattori genetici, condizioni ambientali e clima possono incidere su morbilità e decorso di malattie non trasmissibili: tra queste, il diabete rientra tra le patologie croniche più diffuse a livello globale a forte prevalenza sia nei Paesi sviluppati sia in via di sviluppo. Il Rapporto Meridiano Sanità 2023 stima che il diabete mellito di tipo 2 (DMT2) rappresenti oltre il 90% dei casi di diabete su scala mondiale e che, in Italia, riguardi il 6,6% della popolazione. Tuttavia, tali dati potrebbero essere sottostimati e ciò potrebbe avere un impatto ancora maggiore sulla sanità: il diabete, infatti, se non diagnosticato, diagnosticato tardivamente o trattato in maniera non appropriata, può dar luogo a numerose complicanze e gravare sulla spesa sanitaria. In questo contesto, vogliamo comprendere l’influenza che l’ambiente ha sui pazienti affetti da DMT2, in particolar modo a livello di ospedalizzazione.
OBIETTIVI Il lavoro mira a 1) confrontare i livelli di ospedalizzazione dei pazienti affetti da DMT2 evidenziando le differenze tra le zone urbane e rurali; 2) far emergere le considerazioni di altri studi in merito al costo della presa in carico ospedaliera della popolazione con DMT2 nelle diverse realtà.
METODI Per rispondere alla nostra domanda, abbiamo condotto una scoping review seguendo il modello P.I.C.O. (Paziente, Intervento, Confronto, Outcome), metodo che identifica come parole chiave: “diabetes mellitus, green/blue area, urban/rural health, hospitalization e health cost”. La stringa di ricerca è adattata ai database Scopus, Embase e Web of Science (WOS). Lo screening degli abstract ottenuti è condotto da due autori e, in caso di discordanza di opinioni, si provvede ad un confronto con un terzo autore. I criteri di selezione utilizzati includono elaborati sulla popolazione generale affetta da DMT2, senza restrizioni di età o condizioni cliniche peculiari.
RISULTATI Dall’indagine sono emersi 558 abstract (330 Scopus, 179 Embase, 49 WOS). I lavori sono organizzati per analogia socioeconomica: Paesi appartenenti all’UE e satelliti, Paesi aderenti all’OCSE e Paesi in via di sviluppo. La lettura dei testi rivela come attinenti al tema un numero esiguo di articoli che, tuttavia, evidenziano una relazione tra vicinanza alle aree verdi, comorbidità ed esito dei pazienti.
CONCLUSIONI I dati preliminari sottolineano una possibile co-influenza dell’area di residenza del paziente e il manifestarsi della patologia. Queste osservazioni rafforzano una maggiore connessione tra DMT2 e cittadini che vivono lontano da aree verdi e blu, delineando considerazioni valevoli nell’ottica dell’urban health. Inoltre, i risultati potrebbero contribuire a tracciare un percorso di ricerca sperimentale sulle ricadute pratiche utile per la governance sanitaria: una progettazione territoriale consapevole permette di costruire generazioni di ecosistemi urbani sostenibili e a guadagnare in prevenzione e in salute.