Autore: Corrado Fagnani, Registro Nazionale Gemelli – Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale – Istituto Superiore di Sanità – Roma
corrado.fagnani@iss.it
Emanuela Medda, Registro Nazionale Gemelli – Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale – Istituto Superiore di Sanità – Roma; William Raffaeli, Istituto di Formazione e Ricerca in Scienze Algologiche – Fondazione ISAL – Rimini; Michael Tenti, Istituto di Formazione e Ricerca in Scienze Algologiche – Fondazione ISAL – Rimini; Alice Maraschini, Servizio di Statistica – Istituto Superiore di Sanità – Roma; Giada Minelli, Servizio di Statistica – Istituto Superiore di Sanità – Roma; Maurizio Ferri, Registro Nazionale Gemelli – Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale – Istituto Superiore di Sanità – Roma; Isabella Cascavilla, Registro Nazionale Gemelli – Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale – Istituto Superiore di Sanità – Roma; Nadia Francia, Registro Nazionale Gemelli – Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale – Istituto Superiore di Sanità – Roma; Antonio Maione, Registro Nazionale Gemelli – Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale – Istituto Superiore di Sanità – Roma; Miriam Salemi, Registro Nazionale Gemelli – Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale – Istituto Superiore di Sanità – Roma; Lidia Gargiulo, Istituto Nazionale di Statistica – Roma; Alessandra Burgio, Istituto Nazionale di Statistica – Roma; Laura Iannucci, Istituto Nazionale di Statistica – Roma; Emanuela Bologna, Istituto Nazionale di Statistica – Roma; Virgilia Toccaceli, Registro Nazionale Gemelli – Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale – Istituto Superiore di Sanità – Roma;
Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione
Categoria Secondaria: Salute mentale
Introduzione Il dolore cronico (DC), definito come dolore che persiste o ricorre per almeno 3 mesi, rappresenta un problema rilevante in termini di sanità pubblica che interessa circa il 20% degli individui nei Paesi occidentali, con un burden legato all’intensità della condizione più che alla specifica diagnosi. Negli ultimi anni, gran parte della ricerca eziologica sul DC ha tentato di chiarirne i substrati genetici, ambientali, psicosociali e comportamentali, e le relative interazioni.
Obiettivi Questo studio è finalizzato ad approfondire l’associazione del DC, la sua intensità e localizzazione corporea con caratteristiche psicosociali e comportamentali in un campione di gemelli adulti, iscritti nel Registro Nazionale Gemelli (RNG) dell’Istituto Superiore di Sanità.
Metodi A febbraio 2020, è stata condotta un’indagine nazionale, in modalità online tramite piattaforma LimeSurvey, su circa 6000 gemelli di età 18+ iscritti nel RNG. Le informazioni sulla presenza e l’intensità del DC sono state raccolte tramite un questionario validato dal nostro gruppo di lavoro, mentre la localizzazione del DC è stata determinata con una mappa corporea. Le variabili psicosociali e comportamentali considerate nell’indagine comprendevano il benessere psicologico (scala di Diener sulla soddisfazione di vita), la sintomatologia depressiva (scala PHQ a 2 item), il supporto sociale percepito (scala di Oslo a 3 item) e la qualità del sonno (scala di Pittsburgh). Le associazioni tra le variabili relative al DC e quelle psico-socio-comportamentali sono state stimate dapprima nei gemelli come individui e successivamente nelle coppie, sia per il campione totale sia per le coppie “discordanti” per DC (i.e., un solo gemello con DC) come particolari fattispecie di coppie “caso-controllo”, appaiate per fattori genetici e per esposizioni in utero e familiari.
Risultati Hanno partecipato allo studio 3258 gemelli (tasso di rispondenza 54%) e le analisi si riferiscono a 1524 gemelli di età 18-82 anni, appartenenti a 762 coppie (57% monozigoti). I risultati mostrano che la presenza di DC, una maggiore intensità ed un più alto numero di siti corporei coinvolti sono associati con più forti sintomi di depressione, un ridotto supporto sociale, un più basso livello di benessere psicologico ed una peggiore qualità del sonno. L’analisi delle coppie di gemelli discordanti per DC suggerisce che l’associazione tra DC e depressione potrebbe essere in parte causale. Il benessere psicologico e la qualità del sonno risultano essere mediatori di tale associazione. Inoltre, DC e depressione sembrano condividere una forte componente ambientale ed una debole base genetica.
Conclusioni Lo studio conferma importanti substrati psicosociali e comportamentali per il DC. Inoltre, emergono elementi a sostegno di una possibile relazione causale diretta tra DC e sintomatologia depressiva, la cui direzione va però ulteriormente esplorata in studi successivi, possibilmente basati su dati longitudinali