Variazioni temporali degli indici pollinici stagionali nella Regione Veneto (2002-2022)

Autore: Alessandro Marcon, Sezione di Epidemiologia e Statistica Medica, Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica, Università di Verona
alessandro.marcon@univr.it
Sofia Tagliaferro, Sezione di Epidemiologia e Statistica Medica, Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica, Università di Verona; Barbara Dall’Ara, Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV); Francesco Domenichini, Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV); Stefania Lazzarin, Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV); Morena Nicolis, Sezione di Igiene e Medicina Preventiva Ambientale e Occupazionale, Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica, Università di Verona; Damaris Selle, Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV); Camillo Silibello, ARIANET Srl, Milano; Roberta Vesentini, Sezione di Epidemiologia e Statistica Medica, Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica, Università di Verona; Pierpaolo Marchetti, Sezione di Epidemiologia e Statistica Medica, Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica, Università di Verona.

Categoria Primaria: Ambiente e salute
Categoria Secondaria: Metodi epidemiologici e biostatistici

Introduzione: negli ultimi decenni il carico delle malattie respiratorie allergiche è aumentato in modo significativo. Una delle cause potrebbe essere la maggiore esposizione ai pollini. I cambiamenti climatici potrebbero essere in parte responsabili dell’impatto sul potenziale allergenico del polline, sulla sua stagionalità, distribuzione e quantità.

Obiettivi: studiare le variazioni temporali degli indici stagionali di 9 pollini allergenici nella regione Veneto.

Metodi: i dati giornalieri di concentrazione, misurati presso 20 stazioni di monitoraggio distribuite nella regione Veneto, sono risultati disponibili per il periodo 2001-2022 per Corylaceae, Cupressaceae, Graminaceae, Oleaceae e Urticaceae (famiglie polliniche), e 2006-2022 per Alnus, Betula, Ambrosia e Artemisia (generi pollinici). La qualità dei dati è stata verificata e i dati mancanti sono stati imputati con il metodo della media mobile utilizzando il pacchetto R “AeRobiology”. La data di inizio, la durata della stagione pollinica e la concentrazione cumulativa stagionale del polline (Integrale Pollinico Stagionale, SPIn) sono stati calcolati per ogni anno mediante il metodo del 95° percentile. Per esaminare le variazioni temporali di questi indici pollinici è stato applicato il metodo non parametrico dello stimatore di Theil-Sen, calcolando la pendenza mediana (IC 95%). L’analisi è stata applicata sull’intera regione Veneto e dividendo le stazioni di monitoraggio per zone climatiche (alpina, subcontinentale est, subcontinentale ovest). Le analisi statistiche sono state condotte utilizzando i software statistici STATA versione 17 e RStudio versione 4.2.2.

Risultati: è stata osservata una chiara tendenza di aumento dello SPIn per la maggior parte dei pollini, con pendenze mediane comprese tra 326, IC95% 147, 515 (Alnus) e 1090, IC95% 580, 1820 p∙m3/10 anni (Corylaceae); le eccezioni sono state Artemisia, il cui SPIn è diminuito nel tempo (-26, IC95% -46, -8 p∙m3/10 anni), e Ambrosia, Betula e Urticaceae, che non hanno mostrato una chiara tendenza. Per le famiglie, le stagioni polliniche hanno mostrato una tendenza all’anticipo (da -5, IC95% -7, -2, Urticaceae, a -14, IC95% -17, -10 giorni/10 anni, Oleaceae) e all’estensione nella durata (da 8, IC95% 2, 15, Cupressaceae, a 13, IC95% 9, 19 giorni/10 anni, Oleaceae). L’entità della variazione dello SPIn è risultata generalmente più pronunciata nelle aree subcontinentali rispetto a quelle alpine.

Conclusioni: nella regione Veneto, il carico e la stagionalità pollinici hanno subito importanti variazioni negli ultimi due decenni, suggerendo una probabile influenza del cambiamento climatico. Sarà sempre più importante adottare strategie di prevenzione primaria per mitigare l’esposizione agli aeroallergeni nella popolazione.