Autore: Marta Anna Casalucci, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, Università di Modena e Reggio Emilia
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Sergio Battaglia, Direzione generale cura della persona, salute e welfare, Regione Emilia-Romagna; Christian Cintori, Direzione generale cura della persona, salute e welfare, Regione Emilia-Romagna; Debora Formisano, Clinical trials center, AUSL-IRCCS di Reggio Emilia; Giulio Matteo, Direzione generale cura della persona, salute e welfare, Regione Emilia-Romagna; Enrica Perrone, Direzione generale cura della persona, salute e welfare, Regione Emilia-Romagna;
Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione
Categoria Secondaria: Salute materno-infantile
Introduzione La pertosse ha una elevata morbosità principalmente nei neonati, a rischio di complicanze gravi e potenzialmente letali come polmonite, encefalopatia e ipertensione polmonare. Dal 2017 la vaccinazione trivalente (dTpa) è obbligatoria per i nuovi nati (L. 119/2017) e raccomandata per le gravide nel terzo trimestre, preferibilmente tra la 27+0 e 32+6 settimana, per proteggere il neonato nei primi mesi di vita (PNPV 2017-2019).
Obiettivi Scopo dello studio è descrivere l’adesione alla vaccinazione antipertussica delle donne che hanno partorito in Emilia-Romagna, analizzandone le caratteristiche sociodemografiche e assistenziali.
Metodi A livello regionale è stato effettuato un record linkage tra i flussi sanitari correnti relativi ai dati provenienti dall’anagrafe vaccinale regionale (AVR-rt) e ai certificati di assistenza al parto (CedAP) nel periodo 2017-2022. Per valutare l’epoca gestazionale al momento della vaccinazione è stato calcolato il periodo tra la data di esecuzione del vaccino e la data di concepimento intesa come differenza tra data di parto e giorni di gestazione. È stata condotta una regressione logistica multivariata per identificare i fattori associati alla adesione vaccinale (Odds ratio, OR; intervallo di confidenza IC95%).
Risultati La popolazione in studio è stata di 76.521 donne. La quota di gestanti vaccinate è aumentata progressivamente da 7,2% nel 2017 a 60,8% nel 2022, senza subire flessioni durante il periodo pandemico. Anche la quota di vaccinazioni effettuate nel periodo gestazionale indicato come più appropriato è cresciuta nel corso degli anni in esame fino a raggiungere l’84,2% nel 2022. L’analisi multivariata rileva che, al netto degli altri confondenti, la probabilità di vaccinarsi è maggiore fra le donne nullipare, di età ≥35 anni, italiane, con scolarità elevata. Le gestanti seguite dal servizio privato aderiscono in misura minore alla proposta vaccinale rispetto alle gestanti seguite dal servizio pubblico (OR: 0.83; IC95% 0.81-0.85).
Conclusioni L’adesione alla vaccinazione antipertosse in gravidanza in Emilia-Romagna dal 2017 ha avuto un aumento significativo ma si può fare ancora molto per ridurre l’esitazione vaccinale. Gli ambiti di miglioramento evidenziati dalla nostra analisi sono orientati verso il potenziamento della formazione e l’aggiornamento degli operatori sanitari su un tema così importante di Sanità Pubblica, l’attuazione di strategie per raggiungere i gruppi che hanno una minor adesione ai programmi di prevenzione a causa di barriere socioculturali e linguistiche; la chiamata attiva è un presidio particolarmente efficace per il raggiungimento di queste popolazioni. Un dato incoraggiante è rappresentato dalla maggiore compliance alla vaccinazione per le donne seguite dal servizio pubblico, che garantisce l’accesso facilitato alle donne in gravidanza presso un ambulatorio dedicato con personale adeguatamente formato per il counselling vaccinale.