Autore: Vincenza Di Stefano, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma
vincenza.distefano@guest.iss.it
Angela Giusti, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Francesca Marchetti, Saint Camillus International University of Health and Medical Sciences (UniCamillus), Roma; Francesca Zambri, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Elide Pro, Croce Rossa Italiana, UOC Ostetricia e Ginecologia Ospedale Fabrizio Spaziani Frosinone; Eleonora Brillo, Centro di Ricerca della Medicina Perinatale e della Riproduzione, Università di Perugia; Sofia Colaceci, Saint Camillus International University of Health and Medical Sciences (UniCamillus), Roma;
Categoria Primaria: Altro: Allattamento e Alimentazione infantile nelle emergenze
Categoria Secondaria: Salute materno-infantile
Introduzione. Le emergenze umanitarie hanno un grande impatto sull’alimentazione infantile. Nonostante le evidenze, spesso, in risposta all’emergenza, le pratiche d’alimentazione raccomandate non vengono attuate, compromettendo la salute materno-infantile.
Obiettivi. Lo scopo di questo studio è stato esplorare le esperienze delle donne in gravidanza e in allattamento durante l’emergenza sismica che si è verificata nella città de L’Aquila il 6 aprile 2009.
Metodi. Il disegno dello studio è stato di tipo qualitativo-descrittivo, con un approccio fenomenologico. I dati sono stati raccolti attraverso interviste individuali semi-strutturate, esplorando le esperienze delle madri riguardo la gravidanza, il parto, l’allattamento, l’alimentazione con formula o complementare durante le fasi d’emergenza e post-emergenza. L’analisi dei dati è stata di tipo categoriale, tramite identificazione deduttiva ed induttiva delle aree tematiche. La codifica delle trascrizioni è stata eseguita mediante l’uso del software N-Vivo.
Risultati. Durante il mese di gennaio 2010, sono state intervistate sei donne che erano in gravidanza al momento del terremoto. Oltre i bisogni essenziali delle donne in gravidanza e in allattamento, come quelli legati alle condizioni nei rifugi d’emergenza e alla sicurezza personale, i principali temi emersi da questo studio sono stati: la ridefinizione delle relazioni e il ruolo centrale dei partner e del supporto familiare; la necessità di spazi per la condivisione di esperienze e pratiche con altre madri; la riconoscenza e la gratitudine nei confronti del personale di primo soccorso (“angeli in uniforme”) ma anche la frustrazione data dal continuo turnover che ha portato alla perdita di punti di riferimento nella rete di sostegno; la mancanza di sostegno all’allattamento dopo la dimissione dall’ospedale; le donazioni e la distribuzione inappropriate di sostituti del latte materno, nonché la mancata offerta ad alcune madri della possibilità di ri-lattazione e la mancanza di informazioni sulla corretta ricostituzione della formula in contesti d’emergenza per i genitori che avevano scelto quel tipo di alimentazione.
Conclusioni. Durante e dopo il terremoto de L’Aquila, diversi aspetti dell’alimentazione infantile non sono stati conformi alle pratiche e alle raccomandazioni internazionali. Il sistema di risposta all’emergenza non è sempre risultato adeguato nel soddisfare i bisogni specifici delle donne in gravidanza e in allattamento, confermando che, se le pratiche di protezione, promozione e sostegno dell’allattamento sono adeguate in condizioni ordinarie, tale adeguatezza si riflette poi anche nell’intera gestione delle emergenze. È urgente sviluppare piani di gestione delle emergenze, politiche e procedure adeguate, oltre a promuovere la comunicazione, la sensibilizzazione e la formazione sul tema dell’alimentazione infantile a tutti i livelli e in tutti i settori di risposta alle emergenze umanitarie.