Autore: Alessandro Marinaccio, Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Roma
a.marinaccio@inail.it
Michela Bonafede (Inail, Dimeila) Claudio Gariazzo (Inail, Dimeila) Luca Taiano (Inail, Dimeila) Marco Morabito (CNR-IBE) gruppo di lavoro Worklimate
Categoria Primaria: Epidemiologia occupazionale
Categoria Secondaria: Ambiente e salute
INTRODUZIONE. I meccanismi di azione dell’esposizione a temperature estreme per la salute nei luoghi di lavoro sono complessi e coinvolgono lo stress occupazionale dovuto alle temperature estreme, l’esposizione alle radiazioni solari, l’interazione fra inquinamento, agenti cancerogeni e allergeni biologici. Il rischio di infortunio associato ad alte temperature outdoor è di particolare importanza in numerosi contesti occupazionali (lavori di asfaltatura; manutenzione stradale; edilizia; agricoltura).
OBIETTIVI. Si intende mostrare gli ambiti di impatto del cambiamento climatico per la salute e la sicurezza del lavoro, descrivere i risultati degli studi epidemiologici della correlazione fra temperature estreme ed infortuni e discutere del sistema di allerta occupazionale predisposto nell’ambito del progetto WORKLIMATE come strumento di intervento e prevenzione del rischio.
METODI. Sulla base dei risultati delle analisi epidemiologiche di associazione fra infortuni e temperature (in particolare ondate di calore), il progetto WORKLIMATE (in collaborazione fra Inail, CNR ed altri enti partner) ha prodotto e reso disponibile un sistema di previsione dello stress da calore per i lavoratori, utilizzando il Wet Bulb Globe Temperature (WBGT), e un modello meteorologico deterministico (BOLAN), con una risoluzione spaziale di 7 km e temporale di 120 ore. Le previsioni sono disponibili per attività fisica moderata o intensa, esposizione diretta, quattro fasce temporali e i livelli di rischio sono definiti in base al rapporto tra il WBGT stimato e la soglia del WBGT per lo specifico contesto occupazionale.
RISULTATI. La relazione fra temperature estreme ed incidenti sul lavoro è stata analizzata per tutti i comuni italiani nel periodo 2006-2010, rilevando effetti significativi sia per il caldo (RR = 1.17 95% CI: 1.14–1.21), che per il freddo (RR = 1.23 95% CI: 1.17–1.30). Specifiche analisi hanno riguardato i settori delle costruzioni e dell’agricoltura, ed è in corso l’analisi dei dati fino al 2019. Le mappe previsionali del progetto WORKLIMATE sono state utilizzate nell’estate 2023 dalle autorità regionali di Puglia, Molise, Calabria, Basilicata e Campania per l’emanazione di provvedimenti di interdizione delle attività lavorative in agricoltura, edilizia ed altri contesti occupazionali che hanno complessivamente riguardato oltre 9 milioni di lavoratori.
CONCLUSIONI. Il tema dell’impatto del cambiamento climatico, ed in particolare dell’aumento della frequenza, dell’intensità e della durata delle ondate di calore, è una priorità per la medicina del lavoro e l’epidemiologia occupazionale. Il progetto WORKLIMATE ha prodotto analisi epidemiologiche e strumenti di intervento che mostrano la possibilità di connettere i risultati della ricerca scientifica alle politiche di prevenzione degli infortuni in un contesto che risulterà centrale per la programmazione sanitaria nel prossimo futuro in relazione agli scenari di cambiamento climatico.