Autore: Claudio Barbiellini Amidei, Azienda Zero, Regione del Veneto
claudio.barbielliniamidei@azero.veneto.it
Laura Salmaso, Azienda Zero, Regione del Veneto;
Ugo Fedeli, Azienda Zero, Regione del Veneto; Mario Saia, Azienda Zero, Regione del Veneto
Categoria Primaria: Epidemiologia valutativa
Categoria Secondaria: Sistemi informativi
Introduzione Per fornire una valida risposta in termini di cure specialistiche, il Veneto si è dotato di un modello organizzativo di tipo Hub & Spoke, nel quale si collocano le reti cliniche tra cui quella traumatologica, all’interno della quale si sono sviluppati percorsi clinici e standard di trattamento omogenei.
Obiettivo Valutare l’attività della rete traumatologica del Veneto, costituita da 5 Hub e 22 Spoke, nella gestione della fase acuta del trauma cranico (TC) considerando possibili differenze in termini di mortalità sulla base del percorso assistenziale e delle prestazioni specialistiche erogate.
Metodi Studio di popolazione considerando tutte le dimissioni dopo un ricovero con diagnosi di TC dagli ospedali regionali (2012-2021). I flussi EMUR-PS e SDO sono stati utilizzati per analizzare il percorso assistenziale (punto di accesso alla rete traumatologica ed eventuali trasferimenti all’interno della rete), e l’anagrafe sanitaria per studiare la mortalità. Mediante lo stimatore di sopravvivenza di Kaplan-Meier è stata valutata la sopravvivenza a breve (3 mesi), medio (12 mesi) e lungo termine (5 anni), differenziandola tra chi ha ricevuto il primo supporto da un Hub, da uno Spoke con trasferimento in Hub, o esclusivamente da uno Spoke. I percorsi assistenziali sono stati suddivisi in base al tipo di intervento chirurgico principale nel ricovero indice o in un qualsiasi trasferimento: neurochirurgia (intervento neurochirurgico), chirurgia (intervento non neurochirurgico) o supporto medico (in assenza di interventi chirurgici).
Risultati Tra il 2012-2021 si è assistito a 37.487 ricoveri con TC, per 452.539 giornate di degenza e 2705 (7,2%) decessi intraospedalieri. Dall’analisi della mortalità è emerso come a fronte di 13.830 decessi entro 5 anni, il 33% (4597) avvenissero nei primi 3 mesi, e il 53% (7373) entro 12 mesi. Per quanto concerne il percorso assistenziale, il 48,9% dei pazienti (18.328) è stato ricoverato direttamente in un ospedale Hub con solo 973 (2,6%) trasferimenti da Spoke. Sono stati sottoposti a intervento neurochirurgico 4582 (12,2%) pazienti dei quali 551 trasferiti da uno Spoke, pari al 57% dei 973 pazienti centralizzati, e con una mortalità a tre mesi di circa 19%. Indipendentemente dal percorso assistenziale ricevuto all’interno della rete, la sopravvivenza a breve, medio e lungo termine, è risultata sostanzialmente sovrapponibile, con le differenze più rilevanti associate al tipo di intervento, rappresentando un probabile proxy della gravità del TC.
Conclusioni Questo studio, rappresenta una delle prime valutazioni della sopravvivenza dei pazienti con TC nell’ambito della rete traumatologica veneta. L’assenza di differenze significative in termini di mortalità tra i pazienti indipendentemente dal punto di primo accesso alla rete testimonia l’efficacia del modello organizzativo adottato con un corretto ricorso alla centralizzazione anche grazie al ruolo chiave del teleconsulto neurochirurgico.