Autore: Marta Giaccari, Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio – Università Cattolica del Sacro Cuore
giaccari.marta@gmail.com
Claudia Marino, Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio; Pietro Manuel Ferraro, Università degli studi di Verona; Giulia Cesaroni, Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio; Marina Davoli, Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio; Nera Agabiti, Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio.
Categoria Primaria: Malattie cronico-degenerative e tumori
Categoria Secondaria: Epidemiologia sociale
INTRODUZIONE La prevalenza mondiale della Malattia Renale Cronica (MRC) è stimata del 10%, in aumento nei prossimi anni e con elevati costi per il Sistema Sanitario. In letteratura non c’è ancora sufficiente evidenza sull’associazione tra posizione socioeconomica (PSE) e la sua progressione, probabilmente a causa dell’assenza di indicatori standardizzati e della difficoltà di ottenere follow-up adeguati.
OBIETTIVI L’obiettivo di questo studio è di affrontare il tema analizzando un’ampia coorte di pazienti affetti da MRC nella Regione Lazio.
METODI Abbiamo selezionato una popolazione di adulti affetti da MRC in terapia conservativa, incidenti tra il 1° Gennaio 2012 ed il 31 Dicembre 2021 e residenti nella Regione Lazio. Ne abbiamo valutato lo stato di salute facendo riferimento alle schede di dimissione nei due anni antecedenti all’identificazione. La popolazione è stata divisa in 5 classi secondo l’Indice di Deprivazione (ID) nazionale calibrato sulla regione, che integra: livello di educazione, disoccupazione ed altri fattori sociodemografici. Con modelli di Cox abbiamo studiato l’associazione tra ID ed esiti, ovvero mortalità ed accesso a terapie renali sostitutive (RRT) in un follow-up compreso tra la data di incidenza e la prima tra le seguenti date: morte, inizio di RRT, emigrazione o 31 Dicembre 2022. Abbiamo calcolato gli Hazard Ratio (HR) grezzi e aggiustati e i relativi intervalli di confidenza al 95% (IC 95%). È stata inoltre studiata l’interazione tra ID e sesso.
RISULTATI Dal 2012 al 2021 ci sono stati 127,457 nuovi casi di MRC (55.9% maschi). L’età media era 72.2 anni (± 13.7 SD) per i maschi e 74.4 (± 14.8 SD) per le femmine. La prevalenza di comorbidità cresceva al crescere della deprivazione (ipertensione in ID alto vs. basso: 29.3% vs. 28.6%). Durante un follow-up medio di 4.3 anni (± 3.2 SD), ci sono stati 57,158 decessi (45%) e 5,994 individui hanno iniziato RRT (5%). L’analisi di mortalità ha mostrato un’interazione statisticamente significativa tra ID e sesso. L’HR dei più deprivati vs. i meno deprivati era più basso nelle femmine (HR 1.05, IC95%: 1.00-1.09) rispetto ai maschi (HR 1.10, IC95%: 1.06-1.15). Non sono state riscontrate evidenze di associazione tra deprivazione e RRT.
CONCLUSIONI Questo a nostra conoscenza è il più grande studio prospettico Europeo volto a valutare l’associazione tra la posizione socioeconomica e la progressione della MRC. Il rischio di mortalità è inferiore a quanto riportato in altri studi, probabilmente per differenze nella definizione di caso e nelle metodologie di analisi. I pazienti più deprivati non hanno più alto rischio di RRT, ma di morte. I risultati di questo studio evidenziano l’importanza dei fattori sociali nella prognosi della MRC, con potenziali implicazioni sia dal punto di vista clinico sia di sanità pubblica.