Stima della morbosità attribuibile all’esposizione a PM2.5 e NO2 utilizzando i sistemi informativi sanitari del Lazio.

Autore: Lisa Bauleo, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1; Dipartimento Ambiente e Salute – Istituto Superiore di Sanità
lisa.bauleo@iss.it
Alessandro Trentalange, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1; Ilaria Cozzi, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1; Francesco Forastiere, Consiglio Nazionale delle Ricerche Paola Michelozzi, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1; Riccardo Didomenicantonio, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1; Carla Ancona, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1;

Categoria Primaria: Ambiente e salute
Categoria Secondaria: Sistemi informativi

Introduzione: Differentemente dalla mortalità, l’associazione tra inquinamento atmosferico e morbosità è supportata da limitate evidenze, con possibile sottostima dell’impatto sulla salute. Il progetto OMS EMAPEC (Estimating the Morbidity from Air Pollution and its Economic Costs) valuta l’impatto dell’inquinamento sulla morbosità e ha reso disponibili le funzioni concentrazione-risposta tra alcuni inquinanti atmosferici e l’incidenza di varie patologie.

Obiettivo: Effettuare una valutazione di impatto sanitario (HIA) stimando per alcune condizioni morbose, nel 2019, il numero di nuovi casi attribuibili all’inquinamento atmosferico nella regione Lazio.

Metodi: La popolazione in studio consta dei 5,2 milioni di assistiti nella regione nel 2019, con indirizzi di residenza geocodificati. E’ stata calcolata la population weighted exposure a partire dalle concentrazioni medie annuali di PM2.5 e NO2 (griglia 1×1 km) stimate attraverso un modello random forest che include predittori spazio-temporali, satellitari e dati di monitoraggio. Integrando dimissioni ospedaliere, registri tumori e prescrizioni farmaceutiche sono stati stimati i casi incidenti annuali di asma, BPCO, demenza, diabete, ipertensione, eventi di infarto del miocardio ed ictus, tumore del polmone. Il numero di casi attribuibili all’esposizione a PM2.5 e NO2 sono stati stimati con le funzioni rese disponibili da EMAPEC considerando aumenti di 10 μg/m3 di ciascun inquinante. Per le stime sono state anche utilizzate differenti combinazioni di fonti o criteri nell’ambito di ciascuna fonte (es. per il numero di prescrizioni di farmaci, da almeno 2 a 5 in un anno).

Risultati: I residenti del Lazio sono esposti a livelli annuali di PM2.5 e NO2 che superano i limiti raccomandati dagli AQGs (Air Quality Guidelines) dell’OMS del 2021 (13,8 e 22,8 µg/m3 per PM2.5 e NO2, rispettivamente). Per tutti gli esiti, l’aggiunta delle prescrizioni di farmaci ha condotto ad un aumento significativo dell’incidenza. Ad esempio, sono stati stimati 7.891 nuovi casi di ipertensione (CI 95% 2.571-12.601) attribuibili a PM2.5 (adulti 30+ anni) utilizzando un algoritmo completo rispetto a 170 (CI 95% 55-271) con i soli dati delle dimissioni. Allo stesso modo, i nuovi casi diabete attribuibili a PM2.5 negli adulti erano 2.135 (95% CI 682-3.595) con un algoritmo completo rispetto a 127 (95% CI 40-2013) con solo dati di dimissioni. Tra i bambini, 642 nuovi casi di asma (95% CI 335-1081) erano associati ai livelli di NO2 utilizzando l’algoritmo completo rispetto a 84 (95% CI 44-142) utilizzando solo dati di dimissioni.

Conclusioni: La HIA indica un importante impatto negativo dell’inquinamento atmosferico sulla morbosità nel Lazio sebbene la stima sia condizionata dai criteri degli algoritmi utilizzati per identificare i casi. Indipendentemente dalle fonti di dati, l’impatto dell’inquinamento atmosferico è rilevante e il rispetto dei nuovi AQG dell’OMS sarebbe di grande beneficio per la salute dei residenti.