Autore: Sara Lopes, DEP LAZIO
s.lopes@deplazio.it
Michela Servadio, Andrea Spini, Luca L’Abbate, Ylenia Ingrasciotta, Sabrina Giometto, Ersilia Lucenteforte Olivia Leoni, Martina Zanforlini, Domenica Ancona, Paolo Stella, Aurora Puccini, Ester Sapigni, Paola Rossi, Lucin Ejlli, Francesco Balducci, Antea Maria Pia Mangano, Stefano Ledda, Paolo Carta, Rita Francesca Scarpelli, Giovambattista De Sarro, Marco Massari, Stefania Spila Alegiani, Antonio Addis, Gianluca Trifirò, Valeria Belleudi
Categoria Primaria: Farmacoepidemiologia
Categoria Secondaria: Salute materno-infantile
Introduzione Le malattie infiammatorie immunomediate (IMIDs) sono malattie croniche che spesso colpiscono le donne in età fertile, impattando sulla loro salute riproduttiva. Negli ultimi anni, l’utilizzo di farmaci biologici ha rappresentato un’opzione efficace per la gestione clinica di tali patologie. Disporre di dati sulle terapie somministrate alle donne in gravidanza è importante per identificare le strategie terapeutiche adottate ed eventuali elementi di variabilità.
Obiettivi Descrivere i pattern di utilizzo dei biologici durante le diverse fasi della gravidanza nelle donne già sottoposte a trattamento pre-concepimento e indagare i fattori associati alla continuità terapeutica con biologico durante la gravidanza.
Metodi È stato condotto uno studio di coorte retrospettivo, multiregionale utilizzando i dati dei flussi informativi sanitari. Sono stati considerati i parti avvenuti in 8 regioni Italiane, tra il 2009 e il 2021, relativi a donne riceventi almeno una dispensazione di biologico nei 9 mesi precedenti la data di ultima mestruazione. È stata valutata l’esposizione ai DMARDs biologici e sintetici, e ai farmaci sintomatici (FANS/corticosteroidi) nei tre trimestri prima, durante e dopo la gravidanza. La misura di esposizione al farmaco è stata definita come la proporzione di parti relativi a donne che avevano ricevuto almeno una dispensazione della classe di farmaci in esame nel trimestre in studio. Attraverso l’analisi delle sequenze è stato possibile individuare gruppi di donne caratterizzate da schemi di trattamento simili tra loro, mentre un’analisi multivariata ha permesso di identificare i determinanti associati al rimanere in trattamento con i biologici in gravidanza.
Risultati Sono stati inclusi nello studio 1.763 parti relativi a 1.577 donne. L’utilizzo dei biologici pre-gravidanza nel 33,6% dei casi è risultato associato a malattie reumatologiche, nel 32,5% a condizioni dermatologiche, nel 28,4% a malattie gastrointestinali. Indipendentemente dal tipo di IMID si è osservata una riduzione della prevalenza d’uso di biologici in gravidanza (I=37,3%;II=17,6%;III=11,3%) rispetto al periodo pre-gravidanza (media trimestrale=48,3%), e una ripresa post-parto (media trimestrale=48,8%). Durante la gravidanza si è registrato un aumento dell’uso di farmaci sintomatici nelle pazienti con malattie reumatiche e di DMARDs sintetici in quelle con patologie gastrointestinali. In 358 gravidanze si è osservato un uso persistente di biologico. I fattori associati al continuare il biologico sono risultati essere: l’avere un’età maggiore di 35 anni (OR:1,52; IC95%: 1,11-2,08) e la regione di appartenenza (rispetto alla Lombardia, essere residenti in Emilia Romagna, Lazio e Puglia risultava significativamente associato all’interruzione del trattamento).
Conclusioni I risultati dello studio offrono una fotografia dell’attuale gestione farmacologica in gravidanza delle pazienti con IMIDs e mettono in luce differenze sia per area terapeutica che tra regioni.