Autore: Stefania Crovato, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
scrovato@izsvenezie.it
Federico Lenzo, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie; Giulia Mascarello, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie; Marco Zago, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie; Anna Pinto, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie; Francesco Feliziani, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche; Carmen Iscaro, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche; Antonia Ricci, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie; Denis Vio, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie; Carlo Vittorio Citterio, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Categoria Primaria: One health/Epidemiologia veterinaria
Introduzione: La Peste Suina Africana (PSA) costituisce una minaccia per la salute animale e per la filiera suinicola. La complessità nella gestione della malattia è dovuta non solo alla resistenza del virus, alla presenza del cinghiale e alle diverse tipologie di allevamento suino, ma anche alla molteplicità degli stakeholder coinvolti nella sua gestione (allevatori, cacciatori, servizi di vigilanza ecc.). Per contribuire ad una risposta efficace alla malattia l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha avviato nel 2021 il progetto di ricerca PSA-PRINCE, finanziato dal Ministero della Salute, sulla prevenzione e la gestione della PSA in Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Obiettivi: A partire da uno studio sociale su percezioni, comportamenti e gap conoscitivi degli stakeholder, il progetto mira alla creazione e divulgazione di un documento validato e condiviso da esperti delle istituzioni sanitarie e amministrazioni pubbliche, contenente azioni utili alla prevenzione e gestione della PSA sul territorio, in linea con quanto previsto dalla normativa.
Metodologia: Il WP1 del progetto ha coinvolto stakeholder del settore suinicolo, venatorio, istituzioni sanitarie e organi di vigilanza della fauna. La raccolta dati è avvenuta attraverso metodi di ricerca sociale quali-quantitativi. In particolare sono state realizzate interviste con allevatori (n=14) e cacciatori (n=20); focus group con medici veterinari suiatri e del servizio sanitario (n=20), e con autorità di vigilanza faunistico-venatoria (n=7); infine un questionario online è stato somministrato ad allevatori professionali di suini (n=91). Il WP2 prevede l’applicazione di una metodica partecipativa (Consensus conference) con amministratori locali, per la stesura di un documento contenente azioni di prevenzione e gestione della PSA da attuare sul territorio.
Risultati: Le analisi hanno rilevato un elevato livello di attenzione e di preoccupazione per la malattia da parte degli stakeholder e la consapevolezza che la PSA non sia solo una questione di salute animale ma anche un problema che può impattare pesantemente sull’economia e sulla gestione faunistico-venatoria. Emerge un’importanza condivisa rispetto alle misure di biosicurezza da implementare sia in ambito venatorio che di allevamento. Gli stakeholder concordano sul fatto che, oltre alle istituzioni competenti, tutti i cittadini possono contribuire a limitare la diffusione della PSA, e chiedono di ricevere informazioni aggiornate sulla malattia attraverso canali informativi facilmente accessibili.
Conclusioni: Il progetto sta fornendo dati utili alla comprensione e gestione della PSA. Le informazioni raccolte hanno permesso di individuare incongruenze nella percezione dei diversi portatori di interesse e i loro gap conoscitivi. Emerge chiaramente la necessità di favorire un approccio integrato e multidisciplinare al fine di identificare strategie preventive efficaci e creare di una rete di collaborazione tra tutte le parti coinvolte.