Accessi dei soggetti istituzionalizzati al Pronto Soccorso

Autore: Marta Zanovello, Regione Veneto – Azienda Zero
marta.zanovello@azero.veneto.it
Laura Salmaso, Regione Veneto – Azienda Zero; Alessandro Manzella, Università degli Studi di Padova; Mario Saia, Regione Veneto – Azienda Zero;

Categoria Primaria: Altro: Epidemiologia ospedaliera
Categoria Secondaria: Epidemiologia valutativa

Introduzione: Si stima che circa l’1% degli accessi in PS sia effettuato da pazienti provenienti da strutture residenziali per anziani e come parte di essi possa considerarsi inappropriato e riconducibile a un minor livello assistenziale.

Obiettivi: Dimensionare gli accessi dei soggetti istituzionalizzati al PS valutandone caratteristiche ed esiti.

Metodi: Come fonte informativa è stato utilizzato il flusso EMUR-PS includendo gli accessi di PS dei soggetti ultrasessantacinquenni del 2022, identificando i soggetti istituzionalizzati attraverso il campo “provenienza” e suddividendoli per le successive analisi nelle 3 classi d’età della popolazione anziana. Mediante analisi di regressione logistica sono stati stimati gli OR grezzi ed aggiustati di ricovero a seguito dell’accesso in PS.

Risultati: Si è assistito complessivamente a 1.824.310 accessi, dei quali 590.098 (32,3%) da parte di ultrasessantacinquenni, con una rappresentazione decisamente esigua di soggetti istituzionalizzati (3.592), pari al 0,2% degli accessi complessivi e 0,61% degli ultrasessantacinquenni. Dal confronto delle distribuzioni degli accessi degli ultrasessantacinquenni per classe d’età è emerso come gli istituzionalizzati appartenessero alle classi più avanzate rispetto alla popolazione generale (ist. 65-74: 11,8%; 75-84: 29,7%; >85: 58,5%; pop. gen.: 65-74: 34,6%; 75-84: 40,3%; >85: 25,2%), e fossero più anziani (85 vs 78) con una maggior rappresentazione del genere femminile (65,6% vs 52,8%). Era inoltre appannaggio degli stessi una più frequente attribuzione di codici triage emergenti/urgenti (65,6% vs 41,0%), un più elevato livello di appropriatezza medico (LAM) (49,2% vs 27,9%), un maggior ricorso sia all’utilizzo dell’OBI (20,6% vs 14,7%) che al ricovero (30,9% vs 17,2%). Per quanto concerne il ricovero l’analisi multivariata ha evidenziato un maggior rischio negli istituzionalizzati (OR:1,37; IC:1,27-1,47): l’OR aggiustato per sesso e codice triage è risultato pari a 2,32 (IC:1,87-2,87) nella classe 65-74 anni, a 1,85 (IC: 1,63-2,11) nella 75-84 e a 1,12 (IC: 1,02-1,23) per gli over 85, evidenziando pertanto una diminuzione all’aumentare dell’età.

Conclusioni: Oltre a una quota decisamente contenuta di accessi di soggetti istituzionalizzati, negli stessi si evidenzia un maggior rischio di ricovero e una maggior appropriatezza degli accessi rispetto ai pari età della popolazione generale. Il dato relativo al decremento del rischio di ricovero all’aumentare dell’età è plausibilmente riconducibile alla più elevata probabilità che i soggetti maggiormente anziani siano istituzionalizzati in strutture sanitarie (RSA) e pertanto in grado di assistere i pazienti dopo la risoluzione del problema acuto da parte del PS evitando il ricovero, ed evidenzia un limite dell’utilizzo del solo flusso EMUR-PS per questa tipologia di analisi vista l’impossibilità di considerare separatamente le strutture residenziali sanitarie da quelle prive di assistenza sanitaria.