Associazione tra indicatori bidimensionali e tridimensionali di esposizione a spazi verdi e antropizzati e salute mentale nello Studio Longitudinale Romano

Autore: Federica Nobile, Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, ASL Roma 1, Roma, Italia
f.nobile@deplazio.it
Giuseppina Spano, Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione, Università di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; Vincenzo Giannico, Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti, Università di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; Mario Elia, Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti, Università di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; Paola Michelozzi, Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, ASL Roma 1, Roma, Italia; Andrea Bosco, Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione, Università di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; Payam Dadvand, ISGlobal, Barcellona, Spagna, Università Pompeu Fabra, Barcellona, Spagna, CIBER Epidemiología y Salud Pública (CIBERESP), Madrid, Spagna; Giovanni Sanesi, Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti, Università di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; Massimo Stafoggia, Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, ASL Roma 1, Roma, Italia;

Categoria Primaria: Ambiente e salute
Categoria Secondaria: Salute mentale

Introduzione L’interesse circa l’associazione tra il verde urbano ed esiti di salute mentale è crescente; tuttavia, gli studi sul tema sono limitati e considerano principalmente indicatori bidimensionali (2D).

Obiettivi È stata indagata l’associazione tra l’esposizione di lungo periodo a indicatori 2D e tridimensionali (3D) di spazi verdi e antropizzati e l’incidenza di patologie psichiatriche nella coorte amministrativa di residenti a Roma.

Metodi Sono stati analizzati circa 600.000 soggetti (30+ anni) residenti a Roma alla data del Censimento della popolazione 2011. La coorte è stata seguita fino al 2019 e linkata con molteplici archivi amministrativi e sanitari. Gli esiti di salute mentale sono stati definiti utilizzando sia il registro delle prescrizioni di farmaci (antidepressivi, antipsicotici, litio e altri stabilizzatori dell’umore e ansiolitici, ipnotici e sedativi), sia le informazioni derivanti dal Sistema Informativo Ospedaliero (dimissioni per disturbi dello spettro della schizofrenia, depressione, patologie legate all’ansia e allo stress e disturbi connessi all’uso di sostanze). Inoltre, attraverso dei buffer intorno agli indirizzi di residenza al baseline geocodificati, a ciascun soggetto sono stati attribuiti indicatori di esposizione 2D – il Normalized Difference Vegetation Index (NDVI) – e 3D, come il volume di spazi verdi e di spazi antropizzati, il numero di alberi e il Normalized Difference Green-Grey Volume Index (NDGG). Sono stati applicati modelli di regressione di Cox per stimare l’associazione tra questi indicatori e gli esiti di salute mentale, aggiustando le stime per covariate a livello individuale e di area. È stata testata la modificazione d’effetto per sesso, età ed indice di deprivazione.

Risultati Sono state stimate associazioni protettive tra NDVI e il numero di alberi e le prescrizioni di farmaci antipsicotici [Hazard Ratio (HR): 0.976; IC95%: 0.958–0.993 e HR: 0.975; IC95%: 0.956–0.993, per incrementi del range interquartile, rispettivamente] e di farmaci stabilizzatori dell’umore (HR: 0.979; IC95%: 0.968–0.990 e HR: 0.970; IC95%: 0.959–0.982), e tra NDGG e i farmaci ansiolitici, ipnotici e sedativi (HR: 0.851; IC 95%: 0.762–0.950) e gli stabilizzatori dell’umore (HR: 0.977; IC 95%: 0.965–0.990). Associazioni avverse, invece, sono state osservate tra il volume degli spazi antropizzati e le prescrizioni dei farmaci stabilizzatori dell’umore e di ansiolitici, ipnotici e sedativi. Le associazioni relative agli esiti identificati attraverso le ospedalizzazioni sono risultate meno consistenti. In generale, non sono state osservate differenze statisticamente significative dall’analisi di modificazione d’effetto.

Conclusioni I risultati suggeriscono che l’esposizione ad aree verdi sia associata a una minore prescrizione di farmaci per i disturbi psichiatrici e l’utilizzo di indicatori 3D ne rafforza la credibilità. Lo studio, dunque, sottolinea l’importanza di caratterizzare accuratamente gli spazi verdi e antropizzati.