Autore: Vincenza Gianfredi, Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute. Università degli Studi di Milano
vincenza.gianfredi@unimi.it
Alessandro Catalini, UOC Igiene degli alimenti e nutrizione. AST Macerata; Gaia Bonassi, Università degli Studi di Milano; Lorenzo Stacchini, Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Firenze
Categoria Primaria: Epidemiologia sociale
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione
Introduzione: Lo spreco alimentare è un fenomeno di rilevanza mondiale, tanto che si stima una perdita di prodotti ancora destinabili al consumo umano di circa 1,4 miliardi di tonnellate/anno nel mondo. Le perdite alimentari possono verificarsi lungo tutta la filiera alimentare, ma il 61% dello spreco totale è attribuibile al solo spreco domestico. In Italia lo spreco alimentare a livello domestico ammonta in media a 524g pro-capite a settimana.
Obiettivi: Lo studio ha indagato l’associazione tra variabili socio-demografiche e il comportamento di spreco alimentare tra gli studenti universitari.
Metodi: Studio cross-sectional che ha previsto la somministrazione anonima, online del questionario Household Food Waste Behaviors validato per la popolazione italiana. La raccolta dati si è svolta tra luglio e ottobre 2023, tra gli studenti dell’Università di Milano. Dalle risposte al questionario è stato assegnato punteggio di -1 per le risposte fortemente in disaccordo, disaccordo, parzialmente disaccordo, 0 per la risposta indifferente, 1 per le risposte parzialmente in accordo, accordo, fortemente in accordo. Sono stati poi sommati i singoli punteggi e calcolata la mediana del campione. Coloro al di sopra della mediana sono stati considerati aventi comportamento anti-spreco. È stata condotta una regressione logistica aggiustata per sesso ed età stimando i valori di Odds Ratio (OR) e relativo intervallo di confidenza al 95%.
Risultati: 2.242 studenti (71% donne, 31% età 21-23 anni) hanno risposto al questionario, di cui il 25% aveva una laurea triennale, il 52% era pendolare, il 61% non ha mai fumato, il 57% non utilizza app di food delivery e il 64% non utilizza app anti-spreco. Il 53% degli studenti è risultato avere un comportamento anti-spreco. Dalla regressione logistica è emerso che fumare regolarmente [OR= 0,57 (0,43–0,75), p< 0,001], e utilizzare 1-2 volte/settimana app di food delivery [OR= 0,49 (0,31–0,78), p= 0,003] riduceva la probabilità di assumere un comportamento anti-spreco. Al contrario, il nucleo famigliare numeroso [OR= 1,94 (1,22–3,07), p= 0,005], essere studente di area scientifica/tecnologica [OR= 1,36 (1,08–1,70), p= 0.009], utilizzo saltuario di app anti-spreco [OR= 1,21 (1,01–1,45), p =0,033] si associava ad una maggiore probabilità di comportamento anti-spreco.
Conclusioni: I risultati suggeriscono che il fumo regolare e l’uso frequente di app di food delivery, sono correlati a una minore probabilità di adottare pratiche anti-spreco. L’associazione tra l’uso delle app e lo spreco alimentare evidenzia l’impatto delle nuove tecnologie su questo fenomeno. Questi dati forniscono informazioni importanti a sostegno di strategie mirate a ridurre il problema dello spreco alimentare e promuovere comportamenti alimentari sostenibili.