Autore: Sara Tunesi, SC Unità di Epidemiologia, Agenzia di tutela della salute della Città Metropolitana di Milano, Milano
stunesi@ats-milano.it
Massimo Stafoggia, Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale, Regione Lazio, ASL Roma 1, Roma; Antonio Giampiero Russo , SC Unità di Epidemiologia, Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana di Milano, Milano ;
Categoria Primaria: Ambiente e salute
Categoria Secondaria: Metodi epidemiologici e biostatistici
Introduzione: In epidemiologia ambientale si fa sempre più ricorso a modelli di distribuzione spaziotemporale degli inquinanti relativi al territorio in studio. L’utilizzo di griglie a diversa risoluzione e diversi approcci modellistici possono portare ad una diversa attribuzione dell’esposizione. Recentemente, utilizzando la modellizzazione UTAQ (The Urban Tool for Air Quality) della concentrazione media annua degli inquinanti ambientali con scala ad alta risoluzione (griglia di 25mx25m) nel territorio del Comune di Milano (CdM) è stato stimato il numero di decessi attribuibili (DA) all’esposizione a particolato (PM10 e PM2,5) e biossido di azoto (NO2) nel 2019 per diverse cause di decesso (naturali, cardiovascolari, respiratorie e tumore al polmone).
Obiettivi: confrontare il numero di DA nel CdM nel 2019 ottenuti utilizzando: 1) due differenti risoluzioni spaziali per UTAQ (griglia di 25mx25m vs 1kmx1km) e 2) UTAQ (1kmx1km) e una differente modellizzazione basata su modelli random forest (RF) avente la stessa griglia.
Metodi: tramite l’utilizzo delle banche dati di ATS Milano è stata reclutata la coorte dei residenti in CdM al 01/01/2019 con relativa geolocalizzazione ed identificazione dei decessi nel 2019 per le cause di interesse. Le esposizioni sono state ricostruite utilizzando le mappe della concentrazione media annua di NO2, PM10 e PM2,5 relative al 2019 per i tre scenari in studio. Mediante l’utilizzo della georeferenziazione ogni soggetto è stato attribuito ad una cella in ciascuna griglia. Per ogni cella del dominio sono stati calcolati il numero dei DA all’esposizione a NO2, PM10 e PM2,5 per cause di decesso in studio utilizzando le funzioni di rischio del WHO. I DA così ottenuti sono stati sommati per tutto il territorio del CdM. Sono stati effettuati confronti relativi alla concentrazione media degli inquinanti e della stima dei DA per le diverse cause.
Risultati: i risultati delle concentrazioni di inquinanti ottenuti da UTAQ a diverse scale sono sovrapponibili, con concentrazioni medie leggermente più elevate per la mappa a più alta risoluzione, soprattutto per NO2 (38,2 vs 37,7). UTAQ riporta una stima delle concentrazioni medie annue inferiori soprattutto per PM10 (25,2 vs 32,2) rispetto ai RF. I risultai dei DA per UTAQ sono sovrapponibili con stime leggermente superiori per la mappa a più alta risoluzione (1335 vs 1313 per NO2, 1644 vs 1632 per PM2,5 per le cause naturali). I DA di UTAQ sono inferiori rispetto ai DA del modello RF con la stessa scala (1313 vs 1532 per NO2 e cause naturali) soprattutto per il PM10 (501 vs 831 per cause naturali).
Conclusioni: l’utilizzo di diverse modellizzazioni e risoluzioni consente di avere più informazioni utili a dimensionare gli effetti dell’esposizione ad inquinanti sulla salute. Sebbene l’utilizzo di diverse scale negli studi epidemiologici non sembra distorcere significativamente le stime dei DA, queste risultano maggiormente influenzate dalla scelta del modello di riferimento.