Differenziali socioeconomici, inquinamento atmosferico e mortalità per causa in una coorte amministrativa di un sito contaminato del centro Italia

Autore: Matteo Renzi, Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio, ASL Roma 1
m.renzi@deplazio.it
Chiara Badaloni, Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio, ASL Roma 1; Alessandro Trentalange, Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio, ASL Roma 1; Daniela Porta, Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio, ASL Roma 1; Marina Davoli, Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio, ASL Roma 1; Paola Michelozzi, Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio, ASL Roma 1;

Categoria Primaria: Ambiente e salute
Categoria Secondaria: Epidemiologia sociale

Introduzione: Fattori individuali e ambientali come lo status socioeconomico (SES) possono contribuire alla vulnerabilità della popolazione agli effetti dell’inquinamento atmosferico. Spesso si assiste a fenomeni in cui lo stato socioeconomico sia inversamente correlato a maggiori pressioni ambientali, soprattutto in contesti industriali. Questo studio mira a valutare come questi fattori influenzino il rischio di mortalità in una coorte amministrativa di residenti nel SIN del “Bacino del Fiume Sacco”.

Metodi: L’esposizione individuale ai contaminanti atmosferici (PM10, PM2.5, NO2, SO2, C6H6, O3) è stata assegnata all’indirizzo di residenza utilizzando modelli di dispersione con una risoluzione di 1 km2 forniti da ARPA Lazio. Il SES è stato definito da un indice di area (sezione di censimento) a 5 livelli (alto-basso). I dati sanitari, codificati con ICD-9, includono cause di mortalità non accidentale (0-799), cardiovascolare (390-459), respiratoria (460-519) e cancro (140-250). I residenti del SIN e nelle aree adiacenti (~100 comuni) sono stati arruolati dal 1/1/2008 al 31/12/2018. Abbiamo utilizzato modelli di Cox a rischi proporzionali, aggiustati per età (asse temporale), sesso, SES e inquinamento atmosferico per stimare le associazioni tra esposizione ed esito. Infine, abbiamo valutato l’interazione tra inquinamento atmosferico e SES. I risultati sono riportati come hazard ratio (HR) e relativi intervalli di confidenza al 95% per incrementi di range interquartile di inquinante e per categoria di SES (livello alto come riferimento).

Risultati: Sono stati arruolati 665.160 residenti (età mediana: 41 anni) al baseline. Circa l’8% dei soggetti è classificato come SES alto, mentre il 13% a SES basso. Durante i dieci anni in studio sono stati osservati 59.767 decessi per cause non accidentali, 27,589 per cause cardiovascolari, 16,623 per cancro e 3,782 per cause respiratorie. L’associazione tra SES e mortalità mostra un chiaro trend per ogni esito, con HR per il basso SES pari a 1.165 (1.097, 1.238) per la mortalità non accidentale e 1.184 (1.087, 1.290) per la mortalità per tutti i tumori. Gli inquinanti atmosferici mostrano associazioni positive solo per mortalità tumorale con HR pari a 1.05 (1.02, 1.07) e 1.06 (1.03, 1.09) per PM2.5 e C6H6. L’interazione tra inquinamento atmosferico e SES evidenzia effetti più elevati nel livello di basso SES per ogni inquinante per ogni esito, con stime fino a 1.18 (1.08, 1.29) vs 0.99 (0.97, 1.02) nella relazione C6H6 e mortalità per tumore nei livelli di SES basso.

Conclusioni: La deprivazione socioeconomica aumenta la vulnerabilità agli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla mortalità nei residenti del SIN; i risultati sottolineano l’importanza di potenziare interventi di sanità pubblica soprattutto nelle aree più deprivate con l’obiettivo di ridurre il carico di malattia derivante dalle esposizioni ambientali in popolazioni esposte a molteplici fonti di inquinamento ambientale.