Autore: Claudio Barbiellini Amidei, Azienda Zero, Regione del Veneto
claudio.barbielliniamidei@azero.veneto.it
Laura Salmaso, Azienda Zero, Regione del Veneto; Mario Saia, Azienda Zero, Regione del Veneto; Ugo Fedeli, Azienda Zero, Regione del Veneto
Categoria Primaria: Epidemiologia clinica
Categoria Secondaria: Sistemi informativi
Introduzione I traumi cranici sono una condizione sanitaria grave, associata a un notevole carico di malattia e mortalità, rappresentando nei paesi ad alto reddito una delle più frequenti cause di morte. Costituiscono inoltre un onere assistenziale significativo per i servizi sanitari a livello globale, contribuendo a molti anni vissuti con disabilità, soprattutto nella popolazione di età più giovane.
Obiettivo Fornire un inquadramento epidemiologico riguardante i traumi cranici e la mortalità correlata, per età, sesso, causa del trauma e tipologia di supporto sanitario ricevuto all’interno della rete traumatologica regionale.
Metodi Studio di popolazione del Veneto dal 2012-2021. La stima dei tassi d’incidenza standardizzati di traumi cranici e della mortalità correlata è stata condotta analizzando le ospedalizzazioni e l’anagrafe sanitaria. Sono state usate curve di sopravvivenza di Kaplan-Meier e modelli di regressione multivariata di Cox per analizzare i fattori di rischio associati alla mortalità nella fase acuta e cronica.
Risultati Dal 2012-2021 si sono riscontrati 37.487 casi di trauma cranico nella Regione, corrispondenti ad un’incidenza di 77,30 per 100.000 persone, sensibilmente più elevata nei maschi. L’incidenza è risultata stabile fino ai 70 anni, mentre si è caratterizzata da una crescita esponenziale nelle fasce d’età più avanzate. Gli incidenti domestici rappresentano la causa principale dei traumi cranici (33,1%), seguiti dagli incidenti stradali (17,7%). Dopo una riduzione nell’incidenza tra il 2012-2019, si è potuto osservare l’effetto indiretto del lockdown del 2020, con una marcata riduzione dei traumi derivanti da incidenti stradali e occupazionali, soprattutto negli uomini. Complessivamente, si sono registrati 16.145 decessi. La mortalità è risultata più elevata tra i pazienti sottoposti a trattamento neurochirurgico. Il rischio di morte è risultato più elevato negli uomini (HR a 3 mesi: 1,54 95%IC 1,45-1,64) e ha mostrato un aumento significativo con l’avanzare dell’età e l’indice di comorbidità di Charlson (HR a 3 mesi per score ≥2 vs 0: 1,95 95%CI 1,82-2,09). I traumi causati da incidenti occupazionali presentavano una mortalità inferiore rispetto a quelli stradali.
Conclusioni L’incidenza del trauma cranico presenta pattern caratteristici, con tassi più elevati nei soggetti di età avanzata e nei soggetti di sesso maschile. Gli infortuni domestici risultano particolarmente comuni tra anziani e bambini, mentre gli incidenti stradali tra maschi di età compresa tra 15 e 24 anni, nonché tra gli individui più anziani. Questo studio mette in evidenza la necessità di potenziare interventi mirati, come la prevenzione delle cadute e la promozione di una guida sicura, al fine di ridurre il carico di malattia associato ai traumi cranici. Inoltre, enfatizza la necessità di un supporto assistenziale sia durante la fase acuta successiva al trauma, che di strategie a lungo termine, soprattutto per i pazienti più anziani.