La rinuncia alle cure nella popolazione anziana italiana: una nuova sfida per il Sistema Sanitario Nazionale

Autore: Benedetta Contoli, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma
benedetta.contoli@iss.it
Federica Asta, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Valentina Minardi, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Valentina Possenti, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Valentina Pettinicchio, Dipartimento di Prevenzione, Asl Roma 2; Daniela Marotta, Dipartimento di Prevenzione, Asl Roma 2; Massimo Trinito, Dipartimento di Prevenzione, Asl Roma 2; Maria Masocco, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma

Categoria Primaria: One health/Epidemiologia veterinaria
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione

Introduzione La rinuncia alle cure tra gli anziani in Italia è un problema significativo che richiede attenzione, si è accentuato durante la pandemia di COVID-19 e oggi, secondo la stima della sorveglianza Passi d’Argento, coinvolge oltre 3 milioni di anziani.

Obiettivi Analizzare la rinuncia alle cure tra gli anziani in Italia e le motivazioni ad essa legate, i cambiamenti nel tempo e i gruppi più coinvolti.

Metodi Il sistema di sorveglianza PASSI d’Argento, condotta da ASL e Regioni e coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, raccoglie in continuo, attraverso interviste a campioni rappresentativi per genere ed età della popolazione ultra65enne residente in Italia, informazioni su salute, qualità di vita e stili di vita, sui bisogni di cura e assistenza di questa fascia di popolazione. Dal 2020 indaga anche la rinuncia alle cure e le motivazioni a questa legate.

Risultati Nel biennio 2021-2022, un ultra65enne su quattro (24%) riferisce di aver rinunciato, nei 12 mesi precedenti l’intervista, ad una visita medica o ad un esame diagnostico di cui avrebbe avuto bisogno. La rinuncia alle cure è maggiore fra le persone socialmente più svantaggiate (37% tra coloro che riferiscono di avere molte difficoltà economiche vs il 24% fra chi riferisce di non averne) ed è più frequente fra le donne (29% vs 23%). Il fenomeno coinvolge anche le persone affette da patologie croniche: fra chi ne riferisce una (come tumore, malattia cerebrovascolare, malattia cronica respiratoria, diabete, insufficienza renale, malattie del fegato) la quota di chi ha rinunciato a visite o esami è pari al 28% e sale al 33% tra coloro che hanno 2 o più cronicità. Fra chi ha rinunciato, il 31% dichiara di averlo fatto per timore del contagio da Sarsv-Cov-2; il 22% per sospensione del servizio e/o chiusura dello studio medico a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia di COVID-19; il 36% per lunghe liste di attesa; il 7% riferisce che la rinuncia è stata determinata dalla difficoltà nel raggiungere la struttura, il 5% dai costi elevati e non sostenibili. Con la fine della pandemia e il progressivo ritorno alla “normalità” dei servizi erogati, la quota di chi rinuncia a visite o esami diagnostici è diminuita (passando dal 34% del 2020 al 23% del 2022) tuttavia aumentano, anche in termini assoluti, le persone che riferiscono di aver rinunciato a causa delle lunghe liste di attesa o per le difficoltà di accesso ai servizi (distanza, raggiungibilità o scomodità di orari).

Conclusioni L’analisi dei dati raccolti dalla sorveglianza PASSI d’Argento mette chiaramente in luce le difficoltà del sistema sanitario nazionale nel rispondere alla domanda di salute dei cittadini, in particolare delle persone anziane. È importante tutelare il diritto e l’accesso alla prevenzione e alla cura di tutti e ancor di più delle persone anziane per le quali la tempestività è fondamentale per mantenere il benessere fisico e mentale e prevenire l’aggravarsi delle condizioni di salute.