Autore: Silvia Lucchi, Agenzia di Tutela della Salute della Val Padana
silvia.lucchi@ats-valpadana.it
Marco Villa, Agenzia di Tutela della Salute della Val Padana; Lorena Remi, Agenzia di Tutela della Salute della Val Padana; Giovanna Olioso, Azienda Socio-Sanitaria di Mantova; Emanuela Anghinoni, Agenzia di Tutela della Salute della Val Padana;
Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione
Categoria Secondaria: Epidemiologia valutativa
Introduzione L’identificazione precoce dei disturbi del neurosviluppo è di fondamentale importanza, poiché consente di intervenire tempestivamente contribuendo a ridurre in maniera significativa l’impatto di tali disturbi sulle traiettorie evolutive dell’individuo. Il disturbo della comunicazione è un disturbo del neurosviluppo ed è uno dei segnali precoci di rischio dello spettro autistico, di una disabilità intellettiva, di un deficit dell’attenzione o di un disturbo dell’apprendimento.
Obiettivo Stimare sensibilità e specificità del test di screening del linguaggio sul territorio mantovano.
Metodi Da gennaio 2010 nella provincia di Mantova è stato organizzato uno screening del linguaggio rivolto ai bambini residenti di età compresa tra i 27 ed i 30 mesi con lo scopo di identificare precocemente eventuali ritardi della comunicazione. Lo strumento individuato per valutare il livello di sviluppo linguistico dei bambini è il questionario breve “Primo Vocabolario dl Bambino” Mac Arthur-Bates con autocompilazione da parte dei genitori. Per l’analisi è stata considerata la coorte dei nati dal 2008 al 2015 sottoposti a screening, dai quali sono stati poi individuati i soggetti con terapia continuativa (almeno 4 accessi) per i disturbi del linguaggio tra i 5 e i 7 anni di età in Neuropsichiatria Infantile (NPI). In questo modo è stato anche possibile calcolare la sensibilità e la specificità del test. Dal flusso del NPI è stata calcolata l’età di diagnosi del disturbo nella provincia di Cremona, dove lo screening assente, e nella provincia di Mantova nel periodo 2014-2022.
Risultati Sono stati invitati 21.321 bambini nati tra il 2008 e il 2015, il 50% ha deciso di non partecipare allo screening. Il 19% dei bambini ha avuto un esito positivo allo screening di primo livello, il 67% di questi è di genere maschile. Dall’incrocio tra i dati dello screening e le erogazioni in NPI è emerso che dei 10.623 bambini sottoposti a screening di primo livello il 19% ha seguito una terapia continuativa per i disturbi del linguaggio tra i 5 e i 7 anni di età. Il test di screening ha avuto una specificità del 92% (IC95%: 90%-93%) e una sensibilità del 52% (IC95%: 51%-53%). L’età media di diagnosi è sempre più alta a Cremona che a Mantova, tali differenze sono sempre statisticamente significative fatta esclusione per gli anni 2017, 2020 e 2022. Il 25° percentile dell’età alla diagnosi è sempre uguale a 4 anni a Mantova e a 5 a Cremona, fatta eccezione per gli anni 2014 e 2019 che è uguale per entrambe a 6 e a 5 anni.
Conclusioni Il test di screening offerto in età pediatrica in provincia di Mantova ha consentito di anticipare l’età alla diagnosi per i disturbi di linguaggio e del neurosviluppo. La presa in carico tempestiva del nucleo famigliare e l’inizio precoce dei trattamenti, come confermano ricerche recenti (Bernadette A.M. Vermeij et Al.; 2023), permettono maggiori progressi linguistici rispetto ai soggetti che iniziano il trattamento in età successive.