Lo straniero esiste? Profilo degli stili di vita degli immigrati provenienti da paesi ad alta pressione migratoria in Italia. Dati Passi 2008-2022

Autore: Pirous Fateh-Moghadam, Servizio Osservatorio epidemiologico, Dipartimento di Prevenzione, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Trento
pirous.fatehmoghadam@apss.tn.it
Laura Battisti, Servizio Osservatorio epidemiologico, Dipartimento di Prevenzione, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Trento Letizia Sampaolo, Servizio Epidemiologia e Comunicazione del Rischio, Azienda USL di Modena Giuliano Carrozzi, Servizio Epidemiologia e Comunicazione del Rischio, Azienda USL di Modena Valentina Minardi (per il gruppo tecnico nazionale PASSI), Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps), Istituto Superiore di Sanità Maria Masocco (per il gruppo tecnico nazionale PASSI), Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps), Istituto Superiore di Sanità

Categoria Primaria: Salute dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati
Categoria Secondaria: Epidemiologia sociale

Introduzione Per un approccio mirato alla promozione della salute è fondamentale basarsi su profili di salute disaggregati per variabili socio-economiche e demografiche, cittadinanza compresa. Spesso, soprattutto a livello di singola ASL, l’analisi si limita alla dicotomia tra italiani e non italiani.

Obiettivo Verificare le differenze tra italiani e immigrati e tra gli immigrati di diverse origini rispetto ai fattori di rischio comportamentali e valutare l’eventuale esistenza di aspetti che accomunano tutti gli immigrati.

Metodo Analisi dei dati PASSI per gli anni 2008-22 (n=496660 di cui il 5% stranieri), suddividendo la provenienza degli stranieri in paesi a sviluppo avanzato (PSA), paesi a forte pressione migratoria (PFPM) europei, americani, asiatici, nord-africani e sub-sahariani. Le associazioni sono state valutate con analisi multivariata controllando per caratteristiche socio-demografiche.

Risultati Eccesso ponderale: maggiore rischio rispetto agli italiani per gli stranieri dei PFPM europei (OR=1.4 p0001), nord-africani (OR=1.3 p0001) e americani (OR=1.2 p=0.0006); minore rischio per gli asiatici (OR=0.8 p0001) nessuna differenza per gli africani del sub-Sahara (OR=1.1 p=0.5211). Fumo: minore rischio per nord Africa (OR=0.6 p0001), Africa sub-Sahara (OR=0.2 p0001), America (OR=0.6 p0001), Asia (OR=0.4 p0001); maggiore rischio per immigrati da PFPM europei (OR=1.1 p0001). Alcol a maggior rischio: minore rischio per Europa (OR=0.8 p0001), nord Africa (OR=0.2 p0001), Africa sub-Sahara (OR=0.4 p0001), Asia (OR=0.5 p0001); maggiore rischio per PFPM americani (OR=1.4 p0001). Sedentarietà: rischio più elevato per nord Africa (OR=1.5 p0001), Africa sub-Sahara (OR=1.2 p=0.05), Asia (OR=1.6 p0001); minore rischio per Europa (OR=0.9 p0001) e America (OR=0.8 p=0.0002). Consumo 5+ porzioni di frutta e verdura: meno frequente per PFPM Europa (OR=0.9 p=0.0003), nord Africa (OR=0.8 p=0.0026), Africa sub-Sahara (OR=0.6 p=0.0005), America (OR=0.7 p=0.0037), nessuna differenza per gli asiatici (OR=1 p=0.72). Per tutte le persone da PFPM è meno probabile ricevere consigli su stili di vita da parte degli operatori sanitari (praticare attività fisica: OR=0.56 p0001; praticare attività fisica a persone in eccesso ponderale: OR=0.48 p0001; perdere peso a persone in eccesso ponderale: OR=0.53 p0001; smettere di fumare: OR=0.78 p0001). Indipendentemente dalle altre variabili, dall’analisi multivariata emerge che tutti gli stranieri, ad eccezione degli americani (no differenza), riferiscono più frequentemente di essere in buona salute degli italiani (ITA 69.9%; 69.8-70.1 – PFPM 77.2%; 76.6-77.9) e riportano meno sintomi depressivi (ITA 6.4%; 6.3-6.5 – PFPM 5.7%; 5.3-6.1).

Conclusioni Gli immigrati differiscono tra loro per stili di vita ma sono accomunati dalla minore attenzione preventiva degli operatori sanitari e da una migliore percezione della propria salute fisica e mentale, indice di maggiore resilienza salutogenica