Autore: Maria Masocco, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Italia
maria.masocco@iss.it
Valentina Minardi, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Italia. Benedetta Contoli, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Italia. Federica Asta, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Italia. Flavia Lombardo, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Italia. Nicola Vanacore, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Italia. Gruppo tecnico nazionale PASSI e PASSI d’Argento.
Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione
Categoria Secondaria: Malattie cronico-degenerative e tumori
Introduzione In tutto il mondo, circa 50 milioni di persone vivono con la demenza e si stima che questo numero triplici nei prossimi 25 anni a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Tuttavia l’incidenza della demenza nelle coorti più giovani si riduce e numerosi studi mettono in evidenza il ruolo di diversi fattori di rischio “modificabili” associati alla demenza. La Lancet Commission nel suo ultimo report del 2020 esaminando e riassumendo le migliori evidenze scientifiche disponibili indica ben 12 fattori di rischio “modificabili” associati alla demenza (basso livello di istruzione, ipertensione, ipoacusia non curata, obesità, fumo, depressione, inattività fisica, diabete, scarse relazioni sociali, eccessivo consumo di alcol, esposizione a inquinamento atmosferico e i traumi cerebrali) e stima che a questi siano attribuibili circa il 40% dei casi di demenza in tutto il mondo.
Obiettivi Stimare per la popolazione italiana la frazione dei casi di demenza attribuibili ai fattori di rischio modificabili individuati dalla Lancet Commission.
Materiali e Metodi La metodologia, i rischi relativi di ciascun fattore e le formule di calcolo per la stima delle frazioni attribuibili (PAF population attributable fraction) grezze e pesate, sono tratte dal rapporto della Lancet Commission 2020. Per i dati di prevalenza sono state utilizzate le stime prodotte dalle sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento (PdA), da cui sono disponibili informazioni su 11 dei 12 fattori di rischio individuati (tutti tranne i traumi cerebrali). Si è scelto di utilizzare i dati PASSI e PdA 2017-2019, per un campione complessivo di 86494 18-64enni (da PASSI) e 48516 ultra65enni (da PdA). La Communalità che “misura” l’interdipendenza dei fattori di rischio ed è utilizzata per le stime “pesate” delle PAF (di ciascun fattore e complessiva) è calcolata sul campione complessivo PASSI e PdA tramite la matrice di correlazione tetracorica ottenuta da un’analisi in componenti principali.
Risultati In Italia si stima che complessivamente il 39,5% dei casi di demenza siano attribuibili a 11 dei 12 fattori di rischio modificabili, pari a 445.150 casi di demenza su 1.126.961 casi stimati al 1 gennaio 2023. La variabilità regionale non è trascurabile e in alcune realtà del Meridione questa stima raggiunge il 47%. Fra i fattori di rischio con maggiore impatto troviamo l’ipertensione prima dei 65 anni di età (PAFpesata=6,3%); la sedentarietà dopo i 65 anni (PAFpesata=5,9%); la bassa scolarità in età giovanile (PAFpesata=5%); la depressione e l’isolamento sociale dopo i 65 anni (PAFpesata=4,5% e 4,4% rispettivamente) ma anche il diabete (PAFpesata=3,9%) e il fumo (PAFpesata=2,4%).
Conclusioni Sebbene sia necessario continuare ad accumulare evidenze sul ruolo e sui meccanismi di azione di ciascun fattore nell’insorgenza della demenza, è ormai evidente l’importanza della prevenzione e della promozione della salute e del benessere sociale anche nell’ambito delle demenze.