Autore: Donatella Visentin, Servizio di Igiene pubblica, Dipartimento di prevenzione, Azienda per i servizi sanitari di Trento
donatella.visentin@apss.tn.it
Giovanni Mori, U.O. Malattie infettive, Ospedale S. Chiara, Azienda per i servizi sanitari di Trento Pirous Fateh-Moghadam, Servizio Osservatorio epidemiologico, Dipartimento di prevenzione, Azienda per i servizi sanitari di Trento Luisa Carraro, Servizio di Igiene pubblica, Dipartimento di prevenzione, Azienda per i servizi sanitari di Trento Paola De Carlo, Servizio di Igiene pubblica, Dipartimento di prevenzione, Azienda per i servizi sanitari di Trento Serena Mengon, Servizio di Igiene pubblica, Dipartimento di prevenzione, Azienda per i servizi sanitari di Trento Roberta Gargano, Servizio di Igiene pubblica, Dipartimento di prevenzione, Azienda per i servizi sanitari di Trento Alessandra Marina Peruzzi, Servizio di Igiene pubblica, Dipartimento di prevenzione, Azienda per i servizi sanitari di Trento Daniela Fait, U.O. Malattie infettive, Ospedale S. Chiara, Azienda per i servizi sanitari di Trento Martina Gottardi, U.O. Malattie infettive, Ospedale S. Chiara, Azienda per i servizi sanitari di Trento Massimiliano Lanzafame, U.O. Malattie infettive, Ospedale S. Chiara, Azienda per i servizi sanitari di Trento Francesco Pizzo, Servizio di Igiene pubblica, Dipartimento di prevenzione, Azienda per i servizi sanitari di Trento
Categoria Primaria: Salute dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione
INTRODUZIONE Molti dei richiedenti protezione internazionale (RPI) presenti in Trentino provengono da paesi ad alta endemia di tubercolosi (TB). Le condizioni di vita dei migranti durante il percorso migratorio e in Italia rappresentano dei fattori di rischio per la tubercolosi.
OBIETTIVI Realizzare lo screening TB tra i RPI garantendo una elevata adesione all’esame di primo e di secondo livello per massimizzare la tutela della salute dei singoli e della collettività.
METODI Un’equipe del Dipartimento di Prevenzione (DP) applica una procedura condivisa tra DP e U.O Malattie infettive, per le indagini di primo livello (quantiferon) e, se necessario, di secondo livello (Rx e visita infettivologica), coordina i professionisti dei diversi servizi ed enti coinvolti e partecipa alle attività di educazione sanitaria. In caso di mancata adesione agli esami/visite, l’invito viene riprogrammato, contattando il diretto interessato attraverso gli operatori delle strutture di accoglienza dei RPI.
RISULTATI Nel 2023 delle 331 le persone eleggibili, 319 (96%), 262 adulti e 57 minori, hanno effettuato il prelievo ematico e 12 persone hanno abbandonato il progetto di accoglienza. Delle 319 persone, 296 erano di genere maschile (93%). L’età media degli adulti era di 29,5 anni (range 19-69), l’età media dei minori era di 16 anni (range 2-18). Il Paese di origine era il Pakistan nel 51.4% dei casi, seguito dal Marocco (25.1%). Il 25% delle persone (79/319) è risultato positivo al quantiferon, di cui 6 minorenni, quindi eleggibili per RX torace di approfondimento. Per circa il 10% degli inviti all’esame ematico è stato necessario almeno una riprogrammazione, coinvolgendo gli operatori delle strutture per ricordare l’appuntamento agli interessati. La compliance all’esame radiologico era del 98% (un rifiuto e un perso al follow up). Dopo il Rx è stata proposta la visita infettivologica a tutti, eseguita da 72 pazienti su 77 (94%). Per 3 pazienti è stato necessario il ricovero ospedaliero per eseguire approfondimenti a causa di un quadro radiologico sospetto. Non sono stati diagnosticati casi di TB polmonare attiva. Ai 76 migranti a cui è stato prescritto il trattamento della TB latente, 14 sono tuttora in terapia (18%). Dei rimanenti 62, 13 hanno abbandonato o rifiutato la terapia (21%), mentre 49 l’hanno completata correttamente (79%).
CONCLUSIONI E’ stato possibile garantire una elevata compliance con lo screening TB anche di II livello (72 su 79 persone, 91%), con valori stabili rispetto all’anno 2022 (89%), grazie all’impegno della struttura di coordinamento, il coinvolgimento attivo degli operatori dei centri di accoglienza e gli incontri informativi presso il centro di accoglienza. La compliance alla terapia antitubercolare è notoriamente problematica, tuttavia nel 2023 è stata abbandonata solo dal 21% degli eleggibili, una proporzione più contenuta rispetto a quanto viene abitualmente descritto in letteratura e in forte miglioramento rispetto al 2022 (64%).