Autore: Laura Bragonzoni, Università di Bologna, Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, Rimini
laura.bragonzoni4@unibo.it
Maria Scoppolini Massini, Università di Bologna, Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, Rimini Erika Pinelli, Università di Bologna, Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, Rimini Alice Masini, Dipartimento di Medicina Traslazionale, Università del Piemonte Orientale, Novara Laura Dallolio, Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, Università di Bologna, Bologna
Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione
INTRODUZIONE: Molti studi mostrano che il comportamento sedentario è fortemente associato a un maggior rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche negli adulti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di limitare il tempo trascorso in comportamenti sedentari, suggerendo che ogni movimento conti per la salute. Le pause attive (PA), definite come brevi (2-10 minuti) scatti di attività fisica incorporati durante l’orario di lavoro, sono state dimostrate essere una strategia efficace per migliorare la salute fisica e mentale.
OBIETTIVO: Lo scopo di questo studio è raccogliere diverse prospettive da un gruppo di dipendenti dell’Università di Bologna (Italia) sull’integrazione delle PA sul posto di lavoro e dimostrare la fattibilità di tali interventi.
METODI: Abbiamo condotto tre focus group (FG). I partecipanti sono stati reclutati su base volontaria: studenti di dottorato, borsisti di ricerca, medici in formazione e personale amministrativo dell’Università di Bologna (N=18). L’età dei partecipanti era compresa tra 27 e 64 anni. Dopo i gruppi di discussione, è stato somministrato un questionario ai partecipanti e successivamente è stato analizzato per determinare le barriere e i facilitatori dell’integrazione delle PA sul posto di lavoro.
RISULTATI: L’88,8% dei partecipanti ha risposto di condurre uno stile di vita sedentario. Il 94,4% ha mostrato interesse nell’integrare le PA sul posto di lavoro. Le barriere più comuni identificate sono state la mancanza di tempo e di uno spazio adatto, insieme alla accettabilità sociale e alla necessità di abbigliamento appropriato. Tuttavia, la flessibilità del tempo, i diversi tipi di esercizi e le attività di gruppo sono facilitatori principali nell’organizzare le PA sul posto di lavoro. I partecipanti hanno anche ritenuto che strutturare le PA con un risultato efficace fosse molto importante per facilitare la partecipazione dei lavoratori.
CONCLUSIONE: Questo studio evidenzia che le PA potrebbero essere un’intervento accettabile per interrompere i comportamenti sedentari tra i dipendenti universitari. Il FG è una tecnica valida per valutare le barriere e i facilitatori di un’intervento basato sulle PA sul posto di lavoro.