Valutazione della qualità delle notifiche di decesso associate a COVID-19 riportate al sistema di sorveglianza integrata COVID-19 ISS: confronto con la rilevazione sulle cause di morte dell’Istat – Italia, 2020

Autore: Andrea Cannone, Istituto Superiore di Sanità
andrea.cannone@iss.it
Valerio Manno, Istituto Superiore di Sanità; Maria Dorrucci, Istituto Superiore di Sanità; Stefano Marchetti, Istat; Francesco Grippo, Istat; Martina Del Manso, Istituto Superiore di Sanità; Daniele Petrone, Istituto Superiore di Sanità; Emiliano Ceccarelli, Istituto Superiore di Sanità; Giada Minelli, Istituto Superiore di Sanità; Patrizio Pezzotti, Istituto Superiore di Sanità;

Categoria Primaria: Epidemiologia valutativa
Categoria Secondaria: Metodi epidemiologici e biostatistici

Introduzione: La rapida diffusione sul territorio italiano delle infezioni da virus SARS-CoV-2 e della malattia ad esso associata (COVID-19) ha comportato l’implementazione in urgenza di un sistema di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Data l’elevata frequenza di casi paucisintomatici/asintomatici e di casi con comorbidità nei deceduti positivi al SARS-CoV-2, è stata riportata in letteratura la distinzione tra morti “per COVID-19” e morti “con COVID-19”. Conseguentemente, è possibile che la sorveglianza possa avere in parte sottostimato/sovrastimato i decessi attribuibili al COVID-19.

Obiettivi: L’obiettivo dello studio è quello di valutare la qualità delle notifiche di decesso associate al COVID-19 riportate al sistema di sorveglianza integrata COVID-19 dell’ISS, tramite un confronto con quelle della rilevazione su decessi e cause di morte dell’Istat. L’analisi è riferita all’intero anno 2020, ma non appena saranno disponibili i dati per gli anni successivi verrà ripetuta ed aggiornata.

Metodi: Il confronto effettuato, di tipo descrittivo, è basato su dati aggregati stratificati per giorno di decesso (in alcune analisi, settimana), sesso, età espressa in anni compiuti (in alcune analisi, fascia d’età), Regione/PA di residenza/domicilio e Regione/PA di segnalazione del decesso. Per entrambe le fonti di dati, i decessi presi in considerazione sono quelli relativi ai soli residenti in Italia e avvenuti nel territorio italiano. Al momento delle analisi, non sono state ancora concesse le autorizzazioni per effettuare il linkage tra le due fonti di dati; la volontà è quella di approfondire le analisi quando il linkage sarà autorizzato.

Risultati: I due flussi presentano un buon accordo, con differenze percentuali ridotte nei periodi delle due ondate principali (marzo/aprile e novembre/dicembre) e più accentuate nel periodo estivo. In termini assoluti, la prima ondata è stata caratterizzata da un numero di decessi riportati al sistema di sorveglianza integrata ISS maggiore rispetto a quelli riportati nell’indagine Istat su decessi e cause di morte, mentre la seconda ondata è stata caratterizzata da un’inversione di questo trend. A livello regionale, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Abruzzo hanno riportato al sistema ISS un numero di decessi maggiore di oltre il 10% rispetto ai decessi classificati con causa iniziale COVID-19 dal report Istat. Discorso opposto per Piemonte, PA di Trento, Lazio, Basilicata e Sardegna. Anche facendo riferimento al sesso e all’età al momento del decesso, i flussi sono sostanzialmente allineati.

Conclusioni: In generale l’analisi condotta, sebbene solo a livello aggregato e tramite analisi descrittive, mostra un buon accordo tra i due flussi. Il sistema di sorveglianza integrata COVID-19 si è rivelato essere, dunque, uno strumento efficace nel catturare gli effetti di un fenomeno così impattante sulla sanità pubblica nazionale come i decessi attribuibili al COVID-19.