BIOFIT, uno studio pilota per lo screening personalizzato nel programma di screening colorettale piemontese

Autore: Gianluigi Ferrante, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – CPO Piemonte
gianluigi.ferrante@cpo.it
Carlo Senore, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – CPO Piemonte; Sara Bulfamante, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – CPO Piemonte; Marco Silvani, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – CPO Piemonte; Cristiano Piccinelli, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – CPO Piemonte; Giovanna Chiorino, Fondazione Edo e Elvo Tempia, Biella; Alessio Naccarati, Italian Institute for Genomic Medicine – IRCCS Candiolo, Torino;

Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione

Introduzione I programmi di screening di popolazione si basano sull’utilizzo del test immunochimico fecale (FIT) per la ricerca del sangue occulto. Tuttavia, la sensibilità di questo test ,utilizzato in un singolo round di screening, rimane bassa per gli adenomi avanzati (AA) e mostra risultati falsi positivi in circa la metà dei casi, portando a un’elevata percentuale di colonscopie inutili. Introdurre protocolli che ottimizzino l’uso delle limitate risorse endoscopiche potrebbe migliorare il rapporto rischi-benefici del programma.

Obiettivi Valutare l’impatto di un protocollo di screening che preveda l’adozione di percorsi differenziati in base al livello di rischio, definito dalla sommatoria della concentrazione di emoglobina fecale (f-Hb) misurata negli ultimi due FIT consecutivi. Valutare il valore predittivo di alcuni biomarcatori fecali e di uno score sugli stili di vita calcolato a partire da questionari ad-hoc, per il rischio di AA e carcinomi colorettali (CRC).

Metodi Il disegno dello studio è un trial randomizzato controllato. È elegibile chi abbia eseguito almeno due FIT consecutivi con esito negativo (f-Hb =100ng/ml) e basso rischio (<20ng/ml). I soggetti ad alto rischio sono randomizzati in tre bracci con rapporto 1:1:1. Braccio 1: invio immediato in colonscopia (CT); braccio 2: FIT dopo 1 anno; braccio 3: FIT dopo 2 anni. I soggetti a basso rischio vengono randomizzati in due bracci (rapporto 1:2). Braccio 4: FIT dopo 2 anni; braccio 5: FIT dopo 3 anni. Gli endpoint principali del trial sono: tasso di identificazione di AA e CRC, tasso di positività alla e valori predittivi positivi (VPP) per AA e CRC. Parallelamente allo studio sperimentale, viene condotto uno studio caso-controllo innestato nel trial. I casi sono selezionati dal braccio 1 e dai soggetti con FIT positivo inviati in CT; i controlli sono selezionati dai bracci 4 e 5. Campioni di sangue e feci vengono raccolti da tutti i soggetti arruolati nello studio caso-controllo, a cui viene somministrato anche un questionario sullo stile di vita. Gli endpoint principali dello studio caso-controllo sono: accuratezza diagnostica e VPP per AA e CRC dei biomarcatori in sperimentazione, aggiustando per stili di vita.

Risultati Il reclutamento è iniziato a novembre 2022. A maggio 2023 sono state arruolate 2.673 persone nel trial e 811 nello studio caso-controllo. Il reclutamento ha subito un’interruzione da maggio a novembre per consentire una modifica allo studio, richiesta dal comitato etico.

Conclusioni Questo studio fornirà informazioni preziose sull’efficacia di un nuovo protocollo di screening colorettale, basato sulla concentrazione cumulativa di f-Hb in combinazione con biomarcatori molecolari. I risultati di questa ricerca potrebbero orientare lo screening organizzato verso la prevenzione personalizzata.