Autore: Sonia Cerrai, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Fisiologia Clinica (CNR-IFC), Pisa, Italia
sonia.cerrai@cnr.it
Silvia Biagioni, Giulia Carreras, Filippo Monti, Sabrina Molinaro
Categoria Primaria: Epidemiologia sociale
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione
Introduzione: Le misure di lockdown imposte dal governo durante la pandemia di COVID-19 hanno avuto un impatto significativo sulle abitudini di vita della popolazione italiana.
Obiettivi: In questo studio valutiamo i cambiamenti nel consumo di alcol e nel consumo a rischio durante la pandemia e negli anni successivi.
Metodi: Gli studi LOckdown and lifeSTyles (LOST) in Italy e in LOST Toscana hanno raccolto dati su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana nel periodo aprile-maggio 2020 (n=6.003), seguito attraverso quattro ulteriori sondaggi rappresentativi (3.000<n<6.600) fino ad aprile 2023. Considerando la coorte di individui che hanno partecipato alla prima e almeno ad una delle altre survey (n=5.378), è stato utilizzato un modello logistico multinomiale per valutare la probabilità, e relativi intervalli di confidenza al 95%, di essere bevitori a rischio nei diversi punti di osservazione. Il questionario online auto-somministrato ha raccolto dati sociodemografici e caratteristiche individuali utilizzate come covariate costanti o variabili nel tempo. I bevitori a rischio sono stati identificati mediante il test AUDIT-C.
Risultati: La prevalenza di consumo di alcol a rischio era pari al 26,4% prima, al 23,4% durante il primo e più stringente lockdown, e si è stabilizzata intorno al 30% successivamente. La probabilità di essere consumatori a rischio diminuisce al diminuire dello status economico (p for trend<0,001), è minore tra gli adulti rispetto ai giovani (OR=0,73; IC al 95%: 0,60-0,89) e tra i divorziati/separati (OR=0,77; IC al 95%: 0,60-0,99) o i single (OR=0,75; IC al 95%: 0,64-0,89) rispetto alle persone sposate. Risulta invece maggiore tra gli individui che riferiscono sintomi d’ansia o depressione (OR=1,24; IC al 95%: 1,12-1,37), tra coloro che utilizzano farmaci psicotropi (OR=1,99; IC al 95%: 1,69-2,35) e tra i consumatori di sigarette tradizionali, sigarette elettroniche e/o prodotti per tabacco riscaldato (OR=3,67; IC al 95%: 3,00-4,48).
Conclusioni: I trend a lungo termine nel consumo di alcol dopo la pandemia di COVID-19 sono sfavorevoli in Italia. I risultati indicano un aumento della vulnerabilità al consumo di alcol a rischio in vari gruppi, inclusi i più giovani, gli individui con un maggior status economico e le persone sposate. Il consumo di alcol a rischio è fortemente correlato a sintomi di salute mentale e al consumo di nicotina.