Caratteristiche demografiche e socioeconomiche e accesso ai Servizi di Salute Mentale nella Città di Bologna: uno studio di regressione spaziale

Autore: Muriel Assunta Musti, Dipartimento Sanità Pubblica, AUSL di Bologna
murielassunta.musti@ausl.bologna.it
Elisa Stivanello, Dipartimento Sanità Pubblica, AUSL di Bologna; Vincenza Perlangeli, Dipartimento Sanità Pubblica, AUSL di Bologna; Giorgia Zanutto, Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie (DIBINEM), Università di Bologna; Federico Chierzi, Dipartimento Salute Mentale – Dipendenze Patologiche, AUSL di Bologna; Marco Menchetti, Dipartimento Salute Mentale – Dipendenze Patologiche, AUSL di Bologna; Alia Jasim, Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie (DIBINEM), Università di Bologna; Chiara Bodini, Centro di Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI), Università di Bologna; Sara Cavagnis, Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie (DIBINEM), Università di Bologna; Delia Da Mosto, Centro di Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI), Università di Bologna; Leonardo Mammana, Centro di Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI), Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie (DIBINEM), Università di Bologna; Giulia Pollice, Centro di Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI), Università di Bologna; Ivo Quaranta, Centro di Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI), Università di Bologna, Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Università di Bologna; Paolo Pandolfi, Dipartimento Sanità Pubblica, AUSL di Bologna

Categoria Primaria: Salute mentale
Categoria Secondaria: Epidemiologia sociale

Introduzione In letteratura sono riportate correlazioni tra prevalenza di disturbi mentali (DM) ed indicatori socioeconomici relativi all’area di residenza. Il presente studio nasce nel contesto di un’ampia indagine sulle diseguaglianze nell’accesso ai servizi di salute mentale (SSM) nella città di Bologna.

Obiettivi Indagare l’associazione e la variabilità spaziale delle caratteristiche demografiche e socioeconomiche relativamente all’accesso ai SSM.

Metodi La popolazione in studio era costituita dai residenti nella città di Bologna ≥18 anni. È stato stimato il rischio di essere assistiti al Centro di Salute Mentale (CSM), di aver ricevuto una diagnosi di DM comune, di DM severo e di essere ricoverati per DM in funzione della percentuale di: residenti ultra 64enni, persone di sesso maschile, stranieri 0-19 anni, laureati 25-44 anni, famiglie con reddito <13.002 euro e locazioni presso alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP). Le percentuali di laureati e di affitti in alloggi ERP sono relative al 2011; i restanti indicatori sono medie del periodo 2015-2019. È stata condotta un’analisi di regressione spaziale applicando un modello di regressione di Poisson geografico ponderato. L’unità di analisi è l’area statistica. È stato applicato il test di Montecarlo per analizzare la variabilità spaziale, considerando significativi valori di p<0,05. Le analisi sono state condotte con Stata Intercooled 16 e MGWR 2.2.

Risultati A parità delle altre variabili considerate, risiedere in aree con maggiore percentuale di laureati risulta essere in media un fattore protettivo rispetto all’essere assistiti al CSM e ricevere una diagnosi di DM comune; al contrario, il rischio aumenta mediamente all’aumentare delle percentuali di ultra 64enni, di uomini, di stranieri di età 0-19 anni, di famiglie con basso reddito e di affitti in alloggi ERP. Tutte le covariate considerate risultano essere in media fattori di rischio per diagnosi di DM severo. Il rischio di ricoverati per DM diminuisce all’aumentare della percentuale di over 64enni e di stranieri 0-19 anni. Le restanti covariate risultano essere, invece, mediamente dei fattori di rischio. Il test di Montecarlo per testare la variabilità spaziale risulta significativo solo per l’associazione tra la percentuale di laureati 25-44 anni e assistiti al CSM.

Conclusioni Le aree urbane caratterizzate da indicatori sociali di svantaggio più alti mostrano, in media, un maggiore utilizzo dei SSM sia territoriali che ospedalieri. Tali risultati possono fornire un supporto alla programmazione di politiche e interventi di promozione della salute e dell’equità.