Confronto di diverse strategie di triage combinando citologia, p16/ki67 e genotipizzazione parziale o estesa nello studio italiano NTCC2

Autore: Pamela Mancuso, Epidemiology Unit, Azienda Unità Sanitaria Locale—IRCCS di Reggio Emilia, Reggio Emilia, Italy
pamela.mancuso@ausl.re.it
Mancuso Pamela, Epidemiology Unit, Azienda Unità Sanitaria Locale—IRCCS di Reggio Emilia, Reggio Emilia, Italy Giorgi Rossi Paolo, Epidemiology Unit, Azienda Unità Sanitaria Locale—IRCCS di Reggio Emilia, Reggio Emilia, Italy Ronco Guglielmo, Centre for Cancer Epidemiology and Prevention (CPO), Turin, Italy Carozzi Francesca, Institute for Cancer Research, Prevention and Oncological Network (ISPRO), Florence, Italy De Marco Laura, Centre for Cervical Cancer Screening, City of Health and Science Hospital, Turin, Italy Allia Elena, Centre for Cervical Cancer Screening, City of Health and Science Hospital, Turin, Italy Bisanzi Simonetta, Institute for Cancer Research, Prevention and Oncological Network (ISPRO), Florence, Italy Rizzolo Raffaella, Centre for Cancer Epidemiology and Prevention (CPO), Turin, Italy Gustinucci Daniela, Laboratorio Unico di Screening, USL Umbria 1, Perugia, Italy Del Mistro Annarosa, Istituto Oncologico Veneto IOV—IRCCS, Padua, Italy Frayle Helena, Istituto Oncologico Veneto IOV—IRCCS, Padua, Italy Confortini Massimo, Institute for Cancer Research, Prevention and Oncological Network (ISPRO), Florence, Italy Viti Jessica, Institute for Cancer Research, Prevention and Oncological Network (ISPRO), Florence, Italy Iossa Anna, Institute for Cancer Research, Prevention and Oncological Network (ISPRO), Florence, Italy Cesarini Elena, Laboratorio Unico di Screening, USL Umbria 1, Perugia, Italy Bulletti Simonetta, Laboratorio Unico di Screening, USL Umbria 1, Perugia, Italy Passamonti Basilio, Laboratorio Unico di Screening, USL Umbria 1, Perugia, Italy Gori Silvia, Istituto Oncologico Veneto IOV—IRCCS, Padua, Italy Toniolo Laura, ULSS6 Euganea, Padua, Italy Bonvicini Laura, Epidemiology Unit, Azienda Unità Sanitaria Locale—IRCCS di Reggio Emilia, Reggio Emilia, Italy Venturelli Francesco, Epidemiology Unit, Azienda Unità Sanitaria Locale—IRCCS di Reggio Emilia, Reggio Emilia, Italy Wentzensen Nicolas, Division of Cancer Epidemiology & Genetics, National Cancer Institute, Bethesda, Maryland, United States of America Benevolo Maria, Regina Elena National Cancer Institute IRCCS, Rome, Italy NTCC2 Working Group.

Categoria Primaria: Epidemiologia clinica
Categoria Secondaria: Malattie cronico-degenerative e tumori

Introduzione Il test HPV-DNA è più efficace del Pap test nella prevenzione del cervicocarcinoma, ma meno specifico e richiede un triage per ridurre l’invio in colposcopia delle donne HPV positive, mantenendo un rischio basso di perdere lesioni. Finora, le linee guida europee raccomandano solo la citologia come test di triage. Fra i biomarcatori candidati la doppia colorazione p16/ki67 e la genotipizzazione parziale o estesa sono i più maturi per l’implementazione.

Obiettivi Valutare strategie di triage che combinino citologia, p16/ki67 e genotipizzazione parziale (16/18 vs. altri) o estesa (16/18; altri tipi ad alto e basso potenziale oncogeno) per la gestione delle donne positive al test HPV di screening.

Metodi I campioni dello studio NTCC2 positivi per HPV-DNA allo screening primario sono stati testati con citologia, p16/ki67 e genotipizzati retrospettivamente (BD Onclarity). I risultati dei test di triage possono stratificare le donne in due livelli di rischio (quello più elevato prevede l’invio in colposcopia immediata, mentre quello a minor rischio l’invio a test HPV a 1 anno) o in tre livelli di rischio (in cui un terzo livello di rischio di CIN3+ a medio termine è sufficientemente basso, i.e. 0.5%, da permettere l’invio delle donne a un nuovo screening dopo 3 anni). Sulla base dei dati osservati nei primi 24 mesi di follow up, si è stimato l’invio in colposcopia, il PPV e il rischio di CIN3+ nelle donne triage negative delle varie strategie.

Risultati 3129/3180 campioni positivi all’HPV-DNA al reclutamento sono stati analizzati per la genotipizzazione. Complessivamente, sono state identificate 96 CIN3+: 56 tra le donne positive per HPV16/18, 26 per i tipi ad alto potenziale e 14 per i tipi a basso potenziale oncogeno. Le strategie che combinano citologia o p16/ki67 con la genotipizzazione parziale non identificano gruppi con rischio sufficientemente basso da permettere l’invio a 3 anni. In queste strategie l’invio totale in colposcopia varia dal 68.7% (95%IC: 67.0 – 70.3) al 58.9% (95%IC: 56.5 – 60.0) delle donne HPV positive e il PPV per CIN3+ dal 5.2% (95%IC: 4.2 – 6.4) al 6.1% (95%IC: 5.2 – 7.5). Nelle strategie con genotipizzazione estesa, le donne con citologia o p16/ki67 negativa e tipi a basso potenziale oncogeno hanno un rischio minore o uguale allo 0.5%, permettendo l’introduzione di un livello di rischio con invio a nuovo screening a tre anni. In queste strategie l’invio in colposcopia totale varia da 39.3% (95%IC: 37.5 – 41.1) a 53.9% (95%IC: 52.1 – 55.7) con un PPV dal 7.6% (95%IC: 7.3 – 8.0) al 6.4% (95%IC: 6.2 – 6.5). Le differenze non dipendono dall’uso di citologia o p16/ki67, ma dalla gestione dei gruppi a rischio intermedio.

Conclusioni Tra le donne positive all’HPV-DNA e negative alla citologia o p16/ki67, la genotipizzazione estesa consente di identificare un gruppo di donne con un rischio sufficientemente basso da essere indirizzate a un nuovo test di screening dopo tre anni, riducendo il numero di colposcopie