Evoluzione epidemiologica dell’epatite C in Toscana: impatto della distribuzione universale dei farmaci antivirali ad azione diretta e della pandemia COVID-19

Autore: Erica De Vita, Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa
erica.devita@unipi.it
Maria Paola Tramonti Fantozzi, Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa, Pisa, Italia; Luca Ceccarelli, Laboratorio Management e Sanità Istituto di Management Dipartimento EMbeDS, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Pisa, Italia; Davide Petri, Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa, Pisa, Italia; Antonello Agostini, Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa, Pisa, Italia; Piero Colombatto, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Pisa, Italia; Cristina Stasi, Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, Firenze, Italia; Barbara Rossetti, Azienda USL Toscana Sud Est, Grosseto, Italia; Maurizia Brunetto, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Pisa, Italia; Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Pisa, Pisa, Italia; Lidia Surace, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Pisa, Italia; Antonio Salvati, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Pisa, Italia; Alessia Calì, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Pisa, Italia; Danilo Tacconi, Azienda USL Toscana Sud Est, Arezzo, Italia; Claudia Bianco, Azienda USL Toscana Sud Est, Arezzo, Italia; David Redi, Azienda USL Toscana Sud Est, Arezzo, Italia; Massimiliano Fabbiani, Dipartimento Biotecnologie mediche, Università di Siena, Siena, Italia; Francesca Panza, Azienda Ospedaliero Universitaria Senese, Siena, Italia; Sauro Luchi, Azienda USL Toscana Nord Ovest, Lucca, Italia; Sara Modica, Azienda USL Toscana Nord Ovest, Lucca, Italia; Sara Moneta, Azienda USL Toscana Nord Ovest, Lucca, Italia; Sarah Iacopini, Azienda USL Toscana Nord Ovest, Lucca, Italia; Cesira Nencioni, Azienda USL Toscana Sud Est, Grosseto, Italia; Silvia Chigiotti, Azienda USL Toscana Sud Est, Grosseto, Italia; Giulia Ottaviano, Azienda USL Toscana Sud Est, Grosseto, Italia; Anna Linda Zignego, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli Studi di Firenze, Firenze, Italia; Pierluigi Blanc, Azienda USL Toscana Centro, Firenze, Italia; Piera Pierotti, Azienda USL Toscana Centro, Firenze, Italia; Elisa Mariabelli, Azienda USL Toscana Centro, Firenze, Italia; Roberto Berni, Agenzia Regionale di Sanità della Toscana, Firenze, Italia; Caterina Silvestri, Agenzia Regionale di Sanità della Toscana, Firenze, Italia; Lara Tavoschi, Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa

Categoria Primaria: Epidemiologia clinica
Categoria Secondaria: Malattie trasmissibili

Introduzione: L’infezione da virus dell’epatite C (HCV) rappresenta una minaccia significativa per la salute pubblica, associata a morbilità e mortalità rilevanti. Nel 2015, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato l’uso dei farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) per trattare l’infezione da HCV, caratterizzati da un’elevata efficacia e sicurezza. In linea con l’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di eliminare l’infezione da HCV entro il 2030, la Regione Toscana ha avviato un piano d’azione volto ad aumentare la copertura del trattamento e contribuire all’eliminazione dell’HCV nella regione.

Obiettivi: Questo studio mira ad analizzare l’evoluzione dell’HCV in Toscana dal 2015 al 2022, esaminando i periodi pre- (gennaio 2015 – giugno 2017) e post-distribuzione universale dei DAA (luglio 2017 – dicembre 2019) e il periodo pandemico (gennaio 2020 – dicembre 2022).

Metodi: Lo studio ha incluso la caratterizzazione dei pazienti affetti da HCV seguiti nei centri prescrittori di Arezzo, Bagno a Ripoli, Careggi, Grosseto, Lucca, Pisa e Siena – Servizi Sanitari Regionali, con trattamenti iniziati tra gennaio 2015 e dicembre 2022 (n=6882). È stato valutato l’impatto della disponibilità universale dei DAA e della pandemia di COVID-19 sulla diagnosi di HCV e sugli esiti del trattamento (SVR12, non SVR12 e pazienti persi al follow-up). L’analisi statistica ha impiegato ANOVA, regressione logistica multinomiale, test di Kruskal-Wallis e analisi del chi-quadro.

Risultati: Dal gennaio 2015 al dicembre 2022, i pazienti con infezione cronica da HCV trattati nei centri partecipanti allo studio erano prevalentemente maschi (56,4%) e italiani (91,8%), con un’età media di 58,88 anni. Il tasso di coinfezione da HIV era del 4,1%, mentre quello da HBV dello 0,9%. Il genotipo 1 era il più comune (56,6%), con un tasso complessivo di SVR12 del 97,5%. Le caratteristiche sociodemografiche e cliniche dei pazienti variavano nelle diverse epoche, osservandosi un incremento delle perdite al follow-up durante il periodo della COVID-19. Tuttavia, la percentuale complessiva di SVR12 è rimasta stabile nel tempo. Fattori quali la coorte di nascita, il sesso, la presenza di cirrosi, la coinfezione da HIV e il tipo di trattamento somministrato hanno influenzato l’esito del trattamento.

Conclusioni: Lo studio ha offerto una panoramica completa dell’evoluzione dell’HCV nel tempo, evidenziando cambiamenti demografici, nei trattamenti e negli esiti. La pandemia da COVID-19 ha impattato sulla fornitura dei servizi, causando ritardi nell’avvio dei trattamenti e influenzando il follow-up dei pazienti. Nonostante queste sfide, la Regione Toscana ha mantenuto alti tassi di SVR12, evidenziando l’efficacia degli sforzi continui nella gestione dell’HCV. Questo studio mette in luce la dinamica gestione dell’HCV in Toscana e sottolinea l’importanza di adattarsi continuamente alle sfide della salute pubblica.