Il ruolo dell’endoscopista nella identificazione di adenomi avanzati in sorveglianza endoscopica post-polipectomia: un’analisi multilivello sui dati dello screening colorettale piemontese

Autore: Gianluigi Ferrante, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – CPO Piemonte
gianluigi.ferrante@cpo.it
Valeria Maggio, Università degli studi di Torino; Fulvio Ricceri, Università degli studi di Torino; Carlo Senore, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – CPO Piemonte; Marco Silvani, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – CPO Piemonte; Cristiano Piccinelli, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – CPO Piemonte;

Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione

Introduzione La polipectomia è un intervento di rimozione di polipi che viene eseguito durante l’eplorazione del colon attraverso la colonscopia (CT). Dopo la polipectomia, in base alle caratteristiche dei polipi riscontrati, si decide se invitare la persona in un programma di sorveglianza per monitorare nel tempo l’insorgenza di nuove lesioni.

Obiettivi Investigare l’associazione tra adenomi avanzati (AA) identificati in sorveglianza endoscopica e caratteristiche della CT indice. Studiare la relazione esperienza dell’endoscopista che ha eseguito la CT indice e identificazione di AA in sorveglianza endoscopica.

Metodi Nel presente lavoro sono stati utilizzati i dati dello screening colorettale piemontese nel periodo 2008-2019. La popolazione in studio è composta da 13.871 persone. La variabile di esito è l’identificazione di un adenoma avanzato nell’esame di sorveglianza. Le variabili indipendenti fanno riferimento alla CT indice e comprendono: sesso, età, programma di screening, localizzazione dei polipi, esito della CT indice, completezza, qualità della visione dell’esame, intervallo di tempo tra la CT indice e la CT di sorveglianza, e Adenoma Detection Rate (ADR) dell’operatore che ha eseguito la CT indice. Quest’ultimo è un indicatore di qualità che stima il numero di adenomi identificati sul totale delle CT eseguite dall’operatore. L’associazione tra l’identificazione di AA nella sorveglianza e le caratteristiche della CT indice è stata valutata mediante un’analisi logistica multivariata. Il ruolo dell’ADR dell’operatore è stato studiato tramite un’analisi multilivello.

Risultati Nella popolazione in sorveglianza endoscopica, il tasso di identificazione di adenoma avanzato è dell’11,85%. La probabilità di trovare queste lesioni è maggiore tra gli uomini (Odds Ratio (OR) 1,52) e nelle persone più anziane (1,28). Sono state riscontrate differenze anche in base al programma territoriale di screening: a Novara, Vercelli, VCO il tasso di identificazione di AA è più basso rispetto a quello del programma di Torino (0,82). La probabilità di identificare AA in sorveglianza è più bassa tra chi alla CT indice ha avuto una diagnosi di adenomi a basso rischio (0,84) o polipi iperplastici (0,66). Se la visione dell’esame è inadeguata o impossibile, il rischio di identificare AA in sorveglianza è più alto (1,51). Tutti gli OR riportati sono statisticamente significativi. L’analisi multilivello conferma che, a parità di età, sesso e caratteristiche della CT indice, bassi valori di ADR dell’operatore alla CT indice sono associati ad una più alta probabilità di identificazione di AA in sorveglianza endoscopica (p=0,001).

Conclusioni L’esperienza dell’operatore è un fattore determinante per l’efficacia della colonscopia di screening nella prevenzione del cancro del colon-retto. È fondamentale, quindi, investire nella formazione degli endoscopisti per migliorare la qualità dello screening colorettale.