PREVALENZA DELL’EPILESSIA NELLE PERSONE AFFETTE DA EMOFILIA NELLA REGIONE UMBRIA NEGLI ANNI 2018-2022

Autore: Giuseppe Marano, Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma
g81.marano@iss.it
Arianna Annunziata, Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Rosalba Elisabetta Rocchi, Centro Regionale di Farmacovigilanza dell’Umbria, Perugia; Ilaria Ippoliti, Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Flavia Mayer, Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Maria Cutillo, Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Roberto Da Cas, Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Mariangela Rossi, Servizio programmazione socio-sanitaria dell’assistenza distrettuale, Regione Umbria, Perugia; Giampaolo Bucaneve, Centro Regionale di Farmacovigilanza dell’Umbria, Perugia.

Categoria Primaria: Farmacoepidemiologia
Categoria Secondaria: Epidemiologia di genere

INTRODUZIONE: L’epilessia interessa globalmente, circa l’1% della popolazione e si stima che in Europa siano circa 6 milioni le persone con un’epilessia in fase attiva. In Italia sono circa 500mila le persone con epilessia, con una prevalenza di circa 7,9 casi ogni 1.000 abitanti ed un’incidenza più elevata nella popolazione pediatrica e anziana. Le persone affette da Emofilia, malattia rara di origine genetica caratterizzata dalla carenza di uno specifico fattore della coagulazione, presentano una spiccata tendenza ad episodi emorragici anche gravi come le emorragie intracraniche di cui l’epilessia rappresenta una complicanza frequente.

OBIETTIVI: Scopo dell’analisi è stimare la prevalenza dell’epilessia nelle persone con Emofilia A e B in Umbria negli anni 2018-2022.

METODI: Sono stati utilizzati i dati del sistema di monitoraggio dell’Umbria che raccoglie informazioni sulle prescrizioni farmaceutiche territoriali dei farmaci a carico del SSN comprensive della distribuzione diretta e per conto. La popolazione in studio è rappresentata dai soggetti emofilici identificati tramite la prescrizione di fattore VIII o IX (ATC B02BD02 e B02BD04) o ricoverati con diagnosi di “disturbi congeniti del fattore VIII” (ICD9 286.0) o “disturbi congeniti del fattore IX” (286.1). Sono stati esclusi i soggetti con diagnosi di altre malattie ematologiche congenite (286.2-.3-.4-.5-.7-.9). Per ogni anno analizzato è stata calcolata la proporzione di soggetti trattati con farmaci antiepilettici (ATC N03) suddivisi per tipologia di Emofilia (A vs B) e sesso.

RISULTATI: Sono stati identificati 183 soggetti con Emofilia, il 77% con Emofilia A e il 23% con Emofilia B. I maschi rappresentano l’80% del totale. La prevalenza d’uso di farmaci per l’epilessia passa, per l’Emofilia A, dall’1,9% del 2018 all’1,1% del 2022, con un massimo del 3,9% nel 2019. La prevalenza d’uso dei farmaci nell’Emofilia B passa dall’8,3% nel 2018 all’11,1% nel 2022, con il 18,2% negli anni 2019-2020. Per l’Emofilia A va sottolineato un quasi esclusivo utilizzo dei farmaci per l’epilessia nei maschi nei quali si osserva un’età media di 36 anni, mentre per l’Emofilia B sono trattati quasi esclusivamente soggetti di sesso femminile con un’età media di 66 anni. C

CONCLUSIONI: L’analisi condotta evidenzia come la prevalenza dell’epilessia nella coorte di soggetti con Emofilia A sia sostanzialmente in linea con quella della popolazione generale mentre nei soggetti con Emofilia B appare decisamente più elevata. Emerge, altresì, una differenza di utilizzo dei farmaci antiepilettici a seconda del sesso e del tipo di Emofilia. Tali riscontri, risentono sia del limitato numero di soggetti inclusi nell’analisi, in particolare per l’Emofilia B sia dell’impossibilità di differenziare i soggetti per severità della patologia. Per questi motivi è necessario condurre ulteriori approfondimenti su una coorte di soggetti più ampia anche attraverso il coinvolgimento dei centri clinici per l’Emofilia.