Autore: Daniela Fortuna, Servizio Innovazione nei Servizi Sanitari e Sociali, Regione Emilia-Romagna
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Luana Caselli, Servizio Innovazione nei Servizi Sanitari e Sociali, Regione Emilia-Romagna Lucia Alberghini, Servizio Innovazione nei Servizi Sanitari e Sociali, Regione Emilia-Romagna Romoli Michele, Neurologia e Stroke Unit, Ospedale Bufalini, Cesena Luca Vignatelli, IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna Maria Guarino, IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna Anna Elisabetta Vaudano, Unità di Neurologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena Jessica Mandrioli, Unità di Neurologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena Susanna Malagù, Neurologia e Stroke Unit, Ospedale Bufalini, Cesena Maura Pugliatti, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara Giuseppe Tibaldi, Dipartimento di Salute mentale, AUSL Modena Giuseppe Di Pasquale, Commissione cardiologica e cardiochirurgica, Regione Emilia-Romagna Marco Fusconi, Dipartimento di Medicina interna e reumatologia, IRCCS-S. Orsola-Malpighi, Bologna Angela Maria Grazia Pacilli, unità di terapia intensiva e respiratoria, IRCCS-S. Orsola-Malpighi, Bologna Maurizia Rolli, Servizio Innovazione nei Servizi Sanitari e Sociali, Regione Emilia-Romagna
Categoria Primaria: Malattie cronico-degenerative e tumori
Categoria Secondaria: Epidemiologia valutativa
Introduzione Le patologie croniche sono le principali cause di disabilità e di morte prematura. In Italia circa un terzo della popolazione adulta soffre di più di una patologia cronica e questa quota è destinata a crescere con l’invecchiamento della popolazione. Distinguere i pazienti cronici in base al loro carico di malattia e alle patologie che maggiormente concorrono a determinare la loro disabilità consentirebbe di definire percorsi assistenziali più adeguati ai bisogni specifici, spesso complessi, di questi pazienti.
Obiettivi Questo studio propone una nuova metodologia per quantificare il burden di malattia (BoD) dei pazienti (paz) cronici, combinando i Disability Weights (DW), patologia specifica, utilizzati per le stime del Global Burden of Disease (GBD) e le informazioni ottenibili dai database sanitari regionali.
Metodi La popolazione in studio è costituita dai residenti in Emilia-Romagna (ER) nel 2022 con almeno una delle ventinove patologie (pat) croniche considerate. È stato effettuato un follow-up retrospettivo di dieci anni, ricostruendo la storia clinica di ciascun paz. Per ogni anno di follow-up è stato definito il livello di disabilità relativo a ciascuna pat presente, in base ai criteri concordati con un panel di clinici esperti. A ciascun livello di disabilità è stato attribuito il corrispondente DW e il BoD di ogni singolo paz è stato stimato come la somma degli anni in buona salute persi per malattia (YLD) nei dieci anni precedenti, tenendo conto della co-occorrenza di due o più pat.
Risultati Nel 2022 i paz cronici in ER erano circa 1.600.000 e tra questi il 44,5% soffriva di 2 o più pat concomitanti. I paz psichiatrici erano quelli con carico di malattia più elevato (YLDs=3.903 su 1000 paz, 18% degli YLDs determinato dalle pat concomitanti). A questi seguivano i paz con demenza o Parkinson (YLDs=2.803, 52% dovuto a 2 o più comorbidità), quelli con pat neurologiche (YLDs=2.494, 36,7% attribuibile ad altre pat), i paz con insufficienza renale cronica (YLDs=2.277, 71,9% YLDs attribuibile ad altre pat) e gli oncologici (YLDs=1.945) con il 29,6% del loro carico di malattia dovuto alle comorbidità. In generale, il carico di malattia valutato attraverso i YLDs così come la sua composizione variava molto al variare dell’età e del sesso. Gli YLDs erano più alti tra le donne (F) che tra i maschi (M), in ciascuna fascia di età. I disturbi psichiatrici spiegavano circa il 40% degli YLDs dei M tra i 20 ei 40 anni (vs. 25% delle F). Il BoD dovuto alla depressione era più elevato tra le F che tra gli M, e il divario diventava più marcato dai 40 anni in poi (17% vs 10%).
Conclusioni La nuova metodologia presentata consente una valutazione dell’impatto delle malattie croniche mediante stime del BoD incentrate sul paziente. Queste informazioni potranno essere un utile supporto alla pianificazione di servizi più rispondenti ai bisogni clinico-assistenziali dei pazienti e più sostenibili per il servizio sanitario regionale.