Adesione alla campagna vaccinale anti-COVID-19 nella popolazione straniera residente in Umbria: il ruolo della cittadinanza

Autore: Irene Giacchetta, USL Romagna
chiara.primieri@uslumbria1.it
Chiara Primieri, Servizio Epidemiologia, Dipartimento di Prevenzione, Azienda USLUmbria1; Manuela Chiavarini, Dipartimento di Scienze Biomediche e Sanità pubblica, Sezione di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, Università Politecnica delle Marche; Chiara de Waure, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Sezione di Sanità Pubblica, Università di Perugia; Carla Bietta, Servizio Epidemiologia, Dipartimento di Prevenzione, Azienda USLUmbria1;

Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione
Categoria Secondaria: Salute dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati

Introduzione L’adesione alla campagna di vaccinazione anti-COVID-19 è stata inferiore nella popolazione straniera rispetto agli autoctoni. Il dato complessivo non tiene però conto di possibili differenze tra diversi sottogruppi nella popolazione straniera.

Obiettivi Indagare il ruolo della cittadinanza nella non adesione alla campagna di vaccinazione anti-COVID-19 all’interno della popolazione straniera residente in Umbria.

Metodi Dati ottenuti da record linkage tra Sistema Informativo Sanitario Regionale e database regionale DBCOVID Umbria. Popolazione con cittadinanza estera residente in Umbria al 28 febbraio 2021. Criteri di esclusione: soggetti non assistiti o non domiciliati in Umbria, esentati dalla vaccinazione anti-COVID-19, minorenni, cittadinanze rappresentate da <1.000 soggetti. Modelli di regressione logistica multivariata per valutare l’associazione tra cittadinanza e mancata adesione alla vaccinazione al 28 febbraio 2022, controllando per sesso, classe d’età e esenzione al ticket per patologia/invalidità.

Risultati Sul totale di 50.635 individui suddivisi in 13 diverse cittadinanze, il 19,2% non ha effettuato alcuna dose, con una variazione che va dal 4,7% nella popolazione filippina al 27,3% nella popolazione rumena. L’analisi multivariata con base di riferimento la popolazione più aderente (filippina) corretta per struttura di popolazione conferma la variabilità, per alcune cittadinanze anche fortemente significativa: rumena (OR 7,78 p <0,001), macedone (OR 7,32 p <0,001), polacca (OR 5,95 p <0,001), moldava (OR 4,58 p <0,001), ucraina (OR 4,33 p <0,001). Non si evidenziano differenze significative tra i due sessi.

Conclusioni Lo studio fornisce prove delle differenze tra le cittadinanze. La variabilità di comportamento riscontrata può dipendere da diversi elementi, come l’influenza del paese di origine, il livello socioeconomico e il reale livello di integrazione. La cittadinanza può rappresentare un proxy della componente culturale che, pur in un contesto di integrazione, continua ad esprimere le sue caratteristiche e il suo utilizzo può contribuire a rendere più penetranti le azioni di prevenzione, garantendo sempre più un approccio personalizzato ai problemi di salute.