Associazione tra profilo lipidico fetale ed inquinanti ambientali: risultati preliminari in un campione donne residenti in un’area SIN del Sud Italia

Autore: Gaspare Drago, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica – Palermo
gaspare.drago@irib.cnr.it
Ilaria Cosentini, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica – Palermo; Samantha Pezzica, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Fisiologia Clinica – Pisa; Fabrizia Carli, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Fisiologia Clinica – Pisa; Silvia Ruggieri, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica – Palermo; Elisa Eleonora Tavormina, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica – Palermo; Amalia Gastaldelli, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Fisiologia Clinica – Pisa; Fabio Cibella, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica – Palermo; Gaspare Drago,Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica – Palermo;

Categoria Primaria: Ambiente e salute
Categoria Secondaria: Salute materno-infantile

Introduzione: I lipidi sono elementi chiave in numerosi processi biologici, come la conservazione dell’energia e la regolazione ormonale. Durante la gravidanza, l’omeostasi della composizione lipidica è cruciale per il buon esito della stessa. Alterazioni dei profili lipidici durante lo sviluppo intrauterino possono interferire con la salute metabolica durante le prime fasi della vita. Le esposizioni ambientali possono influenzare il metabolismo lipidico, condizionando gli esiti al parto e le traiettorie metaboliche nei primi anni di vita. Per tale ragione, nel contesto dei Siti di Interesse Nazionale per la bonifica (SIN), lo studio della relazione tra esposizione ambientale e profilo lipidico può fornire indicazioni sui potenziali meccanismi che influenzano le traiettorie di salute nei primi anni di vita.

Obiettivi: Valutare l’effetto dell’esposizione ambientale sull’assetto lipidico del siero cordonale su di un campione di 146 coppie mamma-bambino reclutate nell’ambito della coorte di nascita NEHO e residenti nel SIN di Priolo ed in aree limitrofe.

Metodi: Sono state determinate le concentrazioni di 16 inquinanti ambientali nel siero materno e cordonale (metalli pesanti, elementi essenziali e inquinanti organici persistenti). Analogamente sono state valutate, nel siero cordonale, le concentrazioni di 71 lipidi, che includono ceramidi (CER), fosfatidilcoline (PC), triacilgliceroli (TAG) e sfingomieline (SM), insieme a colesterolo totale e trigliceridi. Le associazioni tra singolo inquinante e singolo lipide sono state studiate attraverso modelli di regressione lineare. Allo scopo di valutare l’effetto complessivo della miscela di inquinanti sul singolo lipide sono stati generati dei modelli di regressione LASSO. Tutte le analisi sono state condotte anche stratificando la popolazione per sesso del nascituro.

Risultati: I lipidi cordonali appartenenti alla famiglia delle PC sono risultati associati negativamente alle concentrazioni di zinco materno e positivamente a rame e selenio cordonale. Concentrazioni elevate di PCB138 cordonale sono associate a una maggiore concentrazione di Cer ; mentre viene evidenziata una associazione inversa con lo zinco materno. Infine, alte concentrazioni di PCB138, PCB180 e PCB153 sono risultate associate alla famiglia dei TAG. Dai risultati ottenuti, stratificando il campione per il sesso del nascituro, sono state identificate associazioni sesso specifiche.

Conclusioni: I risultati preliminari presentati in questo studio suggeriscono un collegamento tra gli inquinanti valutati e le alterazioni della composizione lipidica fetale.