Disparità nei suicidi giovanili: traiettorie globali 1990-2020 attraverso l’analisi delle statistiche ufficiali di mortalità.

Autore: Paola Bertuccio, Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense, Università degli Studi di Pavia
paola.bertuccio@unipv.it
Andrea Amerio, Università degli Studi di Genova; Giansanto Mosconi, Università degli Studi di Pavia; Anna Odone, Università degli Studi di Pavia

Categoria Primaria: Altro: Epidemiologia descrittiva
Categoria Secondaria: Salute mentale

Introduzione: Il suicidio rappresenta un rilevante problema di salute pubblica, con oltre 700.000 morti all’anno, ma prevenibile a livello globale. Sebbene i tassi di mortalità per suicidio siano più alti nelle fasce di età più avanzate, il suicidio è la quarta causa principale di morte nei giovani adulti.

Obiettivi: Questo studio si propone di analizzare gli andamenti globali del suicidio tra pre-adolescenti, adolescenti e giovani adulti, nel periodo 1990-2020 a livello globale.

Metodi: Abbiamo utilizzato il database di mortalità OMS per estrarre i dati sui morti per suicidio (ICD-9: E950-959 e ICD-10: X60-X84, Y87.0) e popolazione in diversi Paesi nel mondo. Abbiamo condotto un’analisi su un sottoinsieme di 52 paesi con dati validi. Abbiamo calcolato i tassi di suicidio standardizzati per età (pop. mondiale) nella fascia 10-24 anni, separatamente per sesso, paese e anno di calendario, ed effettuato un’analisi di regressione joinpoint per identificare cambiamenti significativi nelle tendenze temporali del suicidio nel periodo in studio.

Risultati: È stata osservata un’elevata variabilità nei tassi e nelle tendenze dei suicidi, con un rapporto maschi-femmine da 2 a 5 volte. Tra il 1990 e il 2020, la maggior parte dei paesi europei ha segnalato un calo del trend dei suicidi, con alcune eccezioni. In particolare, tendenze in aumento sono emerse nel Regno Unito, con incrementi annuali del 2,5% dal 2005 tra i maschi e dell’8,5% dal 2012 tra le femmine. Gli andamenti più favorevoli e i tassi di suicidio più bassi sono rilevati nel Sud Europa, con 3,1/100.000 maschi nel 2020 in Italia e 3,5/100.000 maschi nel 2021 in Spagna, mentre i tassi più alti sono rilevati nell’Europa Centro-Orientale, con 10,2/100.000 maschi nel 2019 in Russia e 10,0/100.000 maschi nel 2020 in Polonia. Tassi di suicidio più elevati e aumenti significativi sono stati segnalati nelle aree extraeuropee. Il tasso più alto è rilevato negli Stati Uniti nella popolazione maschile (15,5/100.000), con un aumento annuo del 3,8% tra i maschi nel 2009-2020 e del 6,7% tra le femmine nel 2007-2017, seguito da un livellamento.

Conclusioni: I tassi e le tendenze del suicidio giovanile variano ampiamente a livello globale. Un monitoraggio tempestivo e accurato delle tendenze epidemiologiche dovrebbe supportare la pianificazione, l’implementazione e la valutazione di strategie di prevenzione in salute mentale.