Epatiti virali croniche e tumore epatico maligno: uno studio di prevalenza sul registro tumori del Friuli Venezia Giulia dal 2000 al 2019

Autore: marco driutti, Soc di Igiene ed Epidemiologia Valutativa Azienda Ospedaliera Universitaria Friuli Centrale
marco.driutti@gmail.com
Dr. Luigi Castriotta, Soc di Igiene ed Epidemiologia Valutativa Azienda Ospedaliera Universitaria Friuli Centrale Dr.ssa Federica Toffolutti, Soc di Epidemiologia Oncologica, Centro di riferimento oncologico, Ircs, Aviano Dr.ssa Silvia Rossi, Soc di Epidemiologia Oncologica, Centro di riferimento oncologico, Ircs, Aviano Dr.ssa Fabiola Giudici, Soc di Epidemiologia Oncologica, Centro di riferimento oncologico, Ircs, Aviano Dr.ssa Maria Parpinel, Dipartimento di Medicina, Università degli studi di Udine Dr. Diego Serraino, Soc di Epidemiologia Oncologica, Centro di riferimento oncologico, Ircs, Aviano

Categoria Primaria: Malattie cronico-degenerative e tumori
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione

Il ruolo causale delle infezioni da virus dell’epatite B (HBV), dell’epatite C (HCV) e del consumo di bevande alcoliche per gli epatocarcinomi (HCC) è stato ampiamente riportato in letteratura(Monografie IARC 59 e 96). Nonostante negli anni, la prevalenza delle infezioni da HBV (vaccinazione) e HCV (terapie) sia diminuita, il consumo di bevande alcoliche riguarda ancora una larga parte della popolazione generale italiana. Nel 2022, il 57,9% della popolazione consumava abitualmente bevande alcoliche, e il 17,3% riportava consumi ad alto rischio (PASSI, 2022). Gli ultimi dati riferiti alla regione Friuli Venezia Giulia (FVG) mostravano come il 53% dei casi incidenti di HCC fosse attribuibile alle infezioni da HCV e HBV e il 32% al consumo di bevande alcoliche. Lo studio dei fattori di rischio ha un ruolo cruciale in sanità pubblica per la pianificazione degli interventi di prevenzione.

Obiettivo principale di questa analisi epidemiologica è descrivere l’andamento della prevalenza delle diagnosi di infezione cronica da HCV e HBV e di Alcohol Use Disorder (AUD) nei cittadini residenti in FVG con diagnosi di tumore epatico maligno tra il 2000 e il 2019 e stimare la frazione attribuibile di HCC per i tre fattori di rischio. La ricostruzione dell’esposizione ai tre fattori di rischio (HBV,HCV e AUD) è stata effettuata retrospettivamente a partire dai dati presenti nel registro tumori della regione FVG e nel repository epidemiologico regionale (RER). Sono state utilizzate delle versioni modificate degli algoritmi diagnostici validati dalla Banca Dati Assistiti di Brescia, da Niu et. Al e da Kim et.al. Per la ricostruzione delle diagnosi di infezione da HCV/HBV ci si è avvalsi anche delle diagnosi di laboratorio identificate secondo i criteri indicati dal Center for Disease Control. Tra i 5.998 cittadini con diagnosi di tumore epatico maligno, 3.709 erano stati esposti a uno o più dei fattori di rischio: 729 alla infezione da HCV, 145 da HBV e 1.577 con AUD. L’analisi temporale ha indicato un aumento costante della prevalenza delle esposizioni: l’incremento annuo medio era del 3,63% per HCV; del 6,5% per HBV; e del 1,42% per AUD. Analizzando l’impatto dei tre fattori di rischio sui casi incidenti dei soli HCC (sottotipo istologico per cui si ha un evidenza forte di un rapporto causa effetto), si è documentato un maggior impatto dell’AUD rispetto alle infezioni croniche da HBV e HCV: 1.240 casi attribuibili ad AUD, 1.078 ad HBV e/o HCV.

I risultati di questa analisi mostrano come, nel tempo, il quadro epidemiologico abbia subito un mutamento per quanto riguarda l’impatto dei tre fattori di rischio con l’AUD che si configura come principale fattore di rischio in regione. Queste evidenze, pur supportando l’efficacia delle campagne di prevenzione delle epatiti virali, dovrebbero anche spingere i decisori a riflettere maggiormente sull’importanza degli stili di vita nei programmi regionali di prevenzione oncologica.