Istruzione e rischio di tumore al polmone nello studio europeo EPIC: il ruolo dei fattori di rischio legati allo stile di vita

Autore: Alessandra Macciotta, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Università degli Studi di Torino
alessandra.macciotta@unito.it
Rossella Catano, Corso di Laurea magistrale in Metodi statistici ed economici per le decisioni, Università degli Studi di Torino; Maria Teresa Giraudo, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Università degli Studi di Torino; Claudia Agnoli, S.C. Epidemiologia e Prevenzione, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano; Giovanna Masala, S.C. Epidemiologia dei Fattori di Rischio e degli Stili di Vita, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (ISPRO), Firenze; Fabrizio Pasanisi, Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia, Università Federico II, Napoli; Rosario Tumino, Associazione Iblea per la Ricerca epidemiologica, AIRE – ONLUS, Ragusa; EPIC collaborators, Studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition); Carlotta Sacerdote, Epidemiologia dei Tumori, AOU Città della Salute e della Scienza, Torino; Fulvio Ricceri, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Università degli Studi di Torino.

Categoria Primaria: Epidemiologia sociale

Introduzione Nei paesi ad alto sviluppo, una posizione socioeconomica (SEP) svantaggiata è associata a un’incidenza maggiore di malattie cronico-degenerative, inclusi diversi tipi di tumore. Tra questi, il tumore del polmone emerge come uno dei più significativi data la sua elevata incidenza e mortalità. L’associazione tra SEP e tumore al polmone è principalmente attribuita alla distribuzione disuguale dell’abitudine al fumo, che però non è in grado di spiegare totalmente questa disparità.

Obiettivo Questo studio mira a esaminare la relazione tra SEP e incidenza di tumore al polmone, considerando il ruolo di mediatori di diversi fattori di rischio legati allo stile di vita, combinati in un unico indice.

Metodi Sono stati analizzati i dati della coorte EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), composta da circa 500000 volontari reclutati tra il 1992 e il 1998 in 10 nazioni europee. Il modello di regressione di Cox è stato applicato per stimare l’associazione tra SEP (misurata attraverso i terzili del Relative Index of Inequality (RIIT), un indice standardizzato del livello di istruzione) e insorgenza di tumore al polmone. Il possibile ruolo di mediatori è stato valutato per due indici, Health Lifestyle Index (HLI)_nofumo e HLI_completo, misurati combinando alcol, dieta, attività fisica, Body Mass Index (e fumo), attraverso modelli multinomiali (mediatore~esposizione) e modelli di regressione di Cox (outcome~mediatore). In base ai risultati ottenuti, sono state effettuate analisi di mediazione utilizzando l’estensione ad outcome di sopravvivenza dell’approccio pesato di VanderWeele e Vansteelandt.

Risultati Su 337008 soggetti, durante un follow-up mediano di 14 anni, si sono registrati 2800 casi di tumore al polmone. Un rischio maggiore di tumore è stato osservato nei soggetti con istruzione più bassa (3° RIIT) rispetto a quelli con istruzione più alta (1° RIIT) (Hazard Ratio (HR): 1.75, 95% Confidence Interval (CI): 1.59-1.93). HLI_nofumo non ha soddisfatto le assunzioni di possibile mediatore dell’associazione: la sua associazione con l’incidenza di tumore al polmone è infatti scomparsa dopo l’aggiustamento nel modello per l’abitudine al fumo dei partecipanti. L’analisi di mediazione ha dimostrato che HLI_completo è in grado di spiegare solo in parte l’effetto del SEP sul rischio di tumore al polmone (effetto totale indiretto (3° RIIT vs 1° RIIT), HR: 1.14, 95% CI: 1.13-1.16, Proporzione mediata=28%).

Conclusioni Le analisi condotte suggeriscono che l’associazione tra SEP e tumore al polmone può essere solo parzialmente spiegata dai fattori di rischio legati allo stile di vita e che, tra questi, sia l’abitudine al fumo ad avere un impatto significativo. Altri mediatori non disponibili per queste analisi, come condizioni ambientali o occupazionali, o l’esposizione al fumo passivo, potrebbero contribuire a spiegare ulteriormente le differenze socioeconomiche nell’incidenza di tumore al polmone.