L’iniziazione al fumo di sigaretta tra gli studenti italiani: evidenze dallo studio ESPAD®Italia

Autore: Alessio Lachi, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Fisiologica Clinica (CNR-IFC)
alessio.lachi@cnr.it
Sonia Cerrai, Elisa Benedetti, Marina Baroni, Sabrina Molinaro

Categoria Primaria: Epidemiologia sociale
Categoria Secondaria: Promozione della salute e prevenzione

Introduzione: Il fumo di sigaretta rappresenta uno dei principali fattori di rischio associati a numerose malattie croniche. È durante l’adolescenza che molti individui si avvicinano al consumo di tabacco. Negli ultimi 20 anni, si è registrata una notevole diminuzione del consumo di sigarette tra gli adolescenti italiani, dovuta in parte alle politiche di prevenzione ma anche all’introduzione sul mercato di nuovi prodotti alternativi. Anche se la prevalenza di uso corrente di sigarette elettroniche ha raggiunto un picco di circa il 17% nel 2023, il fumo di tabacco ha ancora una prevalenza di uso corrente del 32%.

Obiettivi: L’obiettivo principale dello studio è quello di individuare quali fattori comportamentali, familiari e sociali possono accelerare il debutto allo stato di fumatore.

Metodi: I dati sono raccolti attraverso lo studio ESPAD®Italia edizioni 2008 e 2023, una survey condotta negli istituti medi superiori italiani, rappresentativo della popolazione studentesca 15-19enne. L’applicazione di modelli di Event History Analysis ha permesso di identificare i meccanismi sottostanti al processo di cambiamento dallo stato di non fumatore a quello di fumatore nella finestra di età a rischio 10-17 anni.

Risultati: I risultati evidenziano che tra il 2008 e il 2023 la probabilità di iniziare a fumare sigarette tradizionali è dimezzata e l’età di inizio fumo è passata da 15 a 16 anni. Tra i due generi, quello femminile rappresenta il più a rischio. Un’accelerazione della probabilità di iniziare a fumare si osserva tra gli adolescenti che vivono in zone rurali, mentre non appare significativo il livello di istruzione dei genitori. Il monitoraggio parentale risulta avere un ruolo protettivo, per sé e quando abbinato a un buon livello di soddisfazione personale e nel rapporto con padre e madre. Allo stesso modo, le analisi suggeriscono che il monitoraggio parentale, abbinato all’accesso agli alcolici, ha un ruolo protettivo sull’iniziazione al fumo. Viceversa, il controllo si traduce in un rischio più alto di passare allo stato di fumatore sia per i ragazzi che riportano l’uso di sigarette elettroniche, sia per quanti riferiscono consumo di cannabis.

Conclusione: A livello individuale si conferma l’importanza del ruolo genitoriale, attraverso un rapporto improntato all’equilibrio tra il supporto emotivo e il monitoraggio attivo, nel contenimento dell’iniziazione al fumo. A livello di comunità, se le politiche di Tobacco Control intraprese fino ad oggi hanno notevolmente ridotto il rischio di iniziare a fumare, i risultati dello studio suggeriscono l’importanza di attuare politiche di prevenzione del fumo più inclusive, che pongano un’attenzione specifica da un lato a tutti i prodotti a base di nicotina, dall’altro alla relazione con il consumo di altre sostanze psicoattive.