Politiche e strategie di supporto all’invecchiamento sano e attivo per rendere le società resilienti alla transizione demografica: una mappatura delle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali

Autore: Silvia Caristia, Dip. Per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica, Università del Piemonte Orientale Vercelli
silvia.caristia@uniupo.it
Erica Viola, Dip. Per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica, Università del Piemonte Orientale Vercelli (I); Thellenxa Kalemi, Scuola di Medicina, Università del Piemonte Orientale. Vercelli (I); Davide Servetti, Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali, Università del Piemonte Orientale. Vercelli (I); Samuele Poy, Dip. Per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica, Università del Piemonte Orientale Vercelli (I); Fabrizio Faggiano, Dip. Per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica, Università del Piemonte Orientale Vercelli (I)

Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione

Introduzione: Noto è l’impatto dell’invecchiamento sulla salute e sulla società. L’adozione di politiche di contrasto agli effetti negativi è una priorità per i governi. Uno dei paradigmi che emerge dal dibattito è il concetto di invecchiamento sano e attivo (Active and Healthy Ageing, AHA).

Obiettivo Mappare le politiche per l’AHA raccomandate da organizzazioni internazionali.

Metodi: Sono state revisionate le politiche per l’AHA cercando sul web report pubblicati tra il 2008-2023 da organizzazioni internazionali. Dai report selezionati abbiamo estratto le politiche AHA il cui target fossero adulti, anziani, professionisti/decisori, o tutta la popolazione. Abbiamo usato parole chiave relative a AHA, polic, strateg, regulation, o reform; 2 revisori in cieco hanno fatto la selezione per titoli e abstract, valutato i testi e collezionato i dati. La selezione e i dati estratti sono stati confrontati e discussi. Le azioni sono state poi classificate, assegnando a ciascuna al massimo 2 obiettivi, 4 strategie e 1 settore politico.

Risultati: Abbiamo individuato 32 report di 4 organizzazioni da cui abbiamo estratto 526 azioni. Molte azioni hanno l’obiettivo di promuovere la salute (50.3%), l’integrazione sociosanitaria (24.3%), il supporto al lavoro retribuito e no (21.7%), la riduzione delle diseguaglianze (20.9%). Quelle che promuovono salute, per il 46%, sono politiche sanitarie per lo più preventive e in area ricerca, mentre per l’11%, sono politiche della casa (sviluppo urbano e interventi strutturali alle abitazioni). Di nuovo le politiche sanitarie spiccano (87%) tra le azioni di supporto all’integrazione (cure di lungo periodo, prevenzione e ricerca). Le politiche del lavoro rappresentano il 58% delle azioni in supporto al lavoro retribuito e no: vi sono azioni sul sistema pensionistico, come le pensioni minime; sugli standard come adattare il lavoro o i tempi ai bisogni degli anziani; sulla formazione dei lavoratori anziani; sulla sicurezza. Infine, gli interventi di tipo sanitario sono i più descritti tra le azioni per ridurre le diseguaglianze nell’invecchiamento (24%) con le politiche sulle cure di lungo termine. Altri settori rilevanti: quello dei diritti civili (21%), tra cui provvedimenti normativi contro le discriminazioni basate sull’età; del lavoro (14%), con strategie volte a ridurre differenze di genere, come quella sull’età pensionabile; del welfare (12%) con strategie di supporto al caregiver.

Conclusioni: È stato costruito un repertorio di raccomandazioni per decisori locali o nazionali, le quali potrebbero rendere più resiliente il nostro paese alla transizione demografica. Benché la sanità sia il settore più rappresentato, quasi tutti i settori politici sono chiamati in causa (dai trasporti alle pensioni, passando per la macroeconomia). Questo repertorio può costituire la base sia per valutazioni d’impatto sulla salute delle politiche non sanitarie, sia per una revisione della normativa nei settori di politiche esaminati.