Tumori dell’endometrio e PDTA: come l’approccio multidisciplinare ha modificato l’outcome delle pazienti nel corso degli anni

Autore: Annamaria Pezzarossi, Servizio di Epidemiologia, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia
annamaria.pezzarossi@ausl.re.it
Maria Barbara Braghiroli, Servizio di Epidemiologia, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia Francesca Roncaglia, Servizio di Epidemiologia, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia Isabella Bisceglia, Servizio di Epidemiologia, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia Vincenzo Dario Mandato, Unità di Ostetricia e Ginecologia, Azienda USL—IRCCS di Reggio Emilia Lucia Mangone, Servizio di Epidemiologia, Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia

Categoria Primaria: Epidemiologia clinica

INTRODUZIONE Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 10.200 nuovi casi di cancro dell’endometrio. Nonostante la sopravvivenza a 5 anni sia del 79%, la mortalità rimane elevata in caso di malattia metastatica o recidiva. L’introduzione del PDTA in anni recenti, sembra aver cambiato la gestione di queste pazienti.

OBIETTIVI Questo studio mira a valutare se l’utilizzo di un team multidisciplinare può cambiare l’esito nelle donne con cancro dell’endometrio e descrive l’evoluzione dell’implementazione del PDTA nel corso degli anni in provincia di Reggio Emilia.

METODI Lo studio ha incluso tutte le diagnosi di cancro dell’endometrio registrate tra il 2013 e il 2020 presso il Registro Tumori: sono state raccolte informazioni su stadio, trattamento e recidiva, consultando direttamente le cartelle cliniche. Le statistiche descrittive sono state calcolate per età (<50, 50-65 e oltre 65 anni), periodo (2013-2015 vs 2016-2020), stadio, terapia, luogo di residenza (montagna o città) e comparsa di recidiva, stratificati per PDTA vs no-PDTA. Per valutare l’associazione tra stadio, età, terapie, PDTA, recidiva e sopravvivenza globale (OS) e libera da malattia (DFS), è stato costruito un modello di regressione multivariato di Cox. La funzione di sopravvivenza sia per la DFS che per l’OS, per stadio, età, PDTA e periodo è stata calcolata con il metodo di Kaplan-Meier.

RISULTATI Nel periodo 2013-2020 sono stati registrati 643 casi di cancro dell’endometrio. Di questi, 319 sono stati gestiti dal PDTA (49,6%), senza differenze nella distribuzione per età. La percentuale di donne PDTA è aumentata in modo significativo negli anni, passando dal 27,4% nel 2013-2015 al 62,3% nel 2016-2020. Questo cambiamento è stato significativo soprattutto per le donne over 65 (dal 22,3% al 64%) e per le pazienti residenti nelle aree montane (dal 20% al 70%). Nel corso degli anni si è registrato nelle pazienti PDTA anche un aumento dello stadio I (dal 37,7% al 67,3%), ma contestualmente è aumentato anche il numero di pazienti con stadi più avanzati. Sebbene il numero complessivo di recidive sia rimasto relativamente stabile, l’8% delle pazienti nel primo periodo e il 9% nel secondo periodo, si è registrato un aumento significativo delle pazienti con recidiva che sono state prese in carico dal PDTA (dal 15,8% al 75,7%). In termini di OS, lo studio ha confermato un rischio elevato per le pazienti in stadio II [HR 3,68; 95%CI 1,74-7,78] e stadio III [HR 4,02; 95%CI 2.00-8.08], così come per quelle di età superiore a 65 anni [HR 7.34; 95%CI 1,78-30,28]. Altri fattori di rischio sono stati il non essere sottoposti a trattamento [HR 1,75; 95%CI 1,00-3,07], la presenza di recidiva [HR 3,03; 95%CI 1,75-5,24] e il non essere gestito da un PDTA [HR 1,55; 95%CI 1,00-2,44].

CONCLUSIONI Lo studio ha indicato che il PDTA evolve nel tempo sia quantitativamente (ampliando l’accesso a un numero maggiore di donne), sia qualitativamente (senza pregiudizi nel selezionare le donne con la migliore prognosi).