Autore: Rosalba Rosato, Dipartimento di Psicologia Università di Torino; Epidemiologia Clinica e Valutativa, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e CPO Piemonte, Torino
rosalba.rosato@unito.it
Stefano De Luca, Urologia, AOU San Luigi Gonzaga e Università di Torino – Orbassano; Andrea Zitella, Urologia, AOU Città della Salute e della Scienza e Università di Torino; Fernando Munoz, Radioterapia, PO Umberto Parini – Aosta; Andrea Rocco Bellissimo, Epidemiologia Clinica e Valutativa, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e CPO Piemonte, Torino; Claudia Galassi, Epidemiologia Clinica e Valutativa, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e CPO Piemonte, Torino; Giovannino Ciccone, Epidemiologia Clinica e Valutativa, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e CPO Piemonte, Torino;
Categoria Primaria: Epidemiologia clinica
Categoria Secondaria: Epidemiologia valutativa
Introduzione Nel carcinoma prostatico localizzato a basso rischio (LRPC) la sorveglianza attiva (SA) non peggiora l’aspettativa di vita e può ridurre gli effetti negativi dei trattamenti radicali, ma gli studi comparativi sulla qualità di vita sono limitati.
Obiettivi Nello studio START sono state confrontate diverse dimensioni di qualità della vita (QoL) durante il follow-up tra pazienti che hanno scelto la SA rispetto ad un trattamento radicale (TR) di prostatectomia o di radioterapia alla diagnosi.
Metodi START è uno studio di coorte prospettico condotto tra il 2015 e il 2021 nella quasi totalità dei centri di urologia e radioterapia del Piemonte e della Valle d’Aosta. I pazienti con una diagnosi di LRPC, dopo aver ricevuto adeguate informazioni sulle diverse scelte terapeutiche, hanno scelto tra SA e uno dei TR. I pazienti in SA sono stati valutati tramite PSA (ogni 3 mesi), visita (ogni 6 mesi), e re-biopsia (a 12 e 48 mesi). Durante il follow-up, alla eventuale comparsa di variazioni significative alla visita o negli esami, o per libera scelta, i pazienti potevano optare per un trattamento attivo. Alla diagnosi, ogni 6 mesi durante i primi 2 anni, e poi annualmente fino a 5 anni, ai i pazienti è stato chiesto di compilare i questionari EORTC QLQ-C30 e QLQ-PR25 per valutare la HRQoL, HADS per ansia e depressione, IPSS e IIEF-5 per funzione urinaria e funzionamento sessuale. Per confrontare le misure di QoL è stato usato un modello lineare ad effetti casuali per tenere conto delle misure ripetute e del centro. Tutti i modelli includevano l’età, l’istruzione, la presenza di un partner, il PSA, il Gleason score, lo stadio, le comorbidità, e i valori dei questionari di QoL al basale. Tutte le analisi sono state eseguite secondo il principio intention-to-treat.
Risultati Su un totale di 852 pazienti nella coorte, 651 (76.4%) avevano compilato almeno il questionario basale, per un totale di 2095 questionari. 559 pazienti (85.9%) hanno scelto la SA e 92 un TR (76 chirurgico, 16 radiante). Durante il follow-up (mediana 37 mesi) i pazienti che hanno scelto la SA hanno avuto un minor rischio di incontinenza urinaria (OR: 0.20 IC95% 0.12-0.33), ma un aumento di sintomi prostatici moderati o gravi (OR: 2.23 IC95% 1.33-3.73). Le differenze medie nei punteggi di depressione e di ansia sono risultate di entità molto limitata (=0.37 CI95% 0.13; 0.60; =0.46 CI95% -0.17; 1.10 rispettivamente). La SA è risultata associata a punteggi nettamente migliori sulla funzionalità sessuale (=6.27, IC95% 2.52; 10.03) senza particolari differenze nelle altre dimensioni della HRQoL.
Conclusioni I risultati di START offrono utili informazioni ai pazienti nella scelta del trattamento alla diagnosi, confermando che i pazienti in SA, oltre ad una simile aspettativa di vita, riferiscono minori rischi di incontinenza e impotenza, a fronte di un incremento dei disturbi prostatici, con una qualità di vita globale sovrapponibile.