I dati del primo anno di attività dell’Ospedale di Comunità della rete territoriale di Trieste non mostrano l’influenza della differenza di genere

Autore: Giorgio Giammarini Barsanti, Dipartimento di Medicina – DMED, Università degli Studi di Udine
giammarinibarsanti.giorgio@spes.uniud.it
Maria Parpinel, Dipartimento di Medicina (DMED) Università degli Studi di Udine; Anna Vittoria Ciardullo, Dipartimento di Assistenza Distrettuale (DAD) Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina;

Categoria Primaria: Epidemiologia clinica
Categoria Secondaria: Epidemiologia di genere

Introduzione Il Decreto Ministeriale 77/22 definisce l’Ospedale di Comunità (OdC) come struttura territoriale per pazienti con necessità di assistenza continuativa e interventi sanitari a bassa intensità. Il ricovero dovrebbe durare in media tra i 15 e i 20 giorni, con limite massimo di 30. L’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI) pertanto ha avviato un progetto sperimentale di struttura assimilabile all’OdC con 40 posti letto.

Obiettivi Questo studio si propone di valutare la popolazione che accede all’OdC per diagnosi, provenienza e destinazione alla dimissione e verranno valutate eventuali differenze per sesso ed età.

Metodi L’accesso in OdC è stato registrato con un numero progressivo. I dati sono stati aggregati e trattati in forma anonima. Sono stati considerati pazienti ricoverati per almeno una notte e dimessi tra il 01/02/2023 e il 31/01/2024. Le diagnosi all’accesso, la provenienza e la destinazione alla dimissione sono stati presi in considerazione. Le età sono state riportate come mediana e range interquartile (IQR). Per le analisi statistiche, sono stati utilizzati ove appropriato il test di Kruskal-Wallis o il test di Fisher, con un valore di p<0.05 considerato statisticamente significativo.

Risultati Nel periodo di riferimento sono stati ricoverati 572 pazienti di cui 368 femmine (64%) e 204 maschi (36%), l’età mediana è risultata 84 anni (IQR 78-89) il più giovane aveva 22 anni ed il più anziano 103. Il tempo di degenza medio è stato di 20 giorni (IC 19-21). Non si sono osservate differenze fra maschi e femmine. Le diagnosi più osservate sono state di pertinenza ortopedica (169 persone), pneumologica non COVID (41 persone) e COVID relata (25 persone), senza osservare differenze fra maschi e femmine. 258 persone (45%) vennero inviate dal PS e 219 (38%) da altri reparti, 88 (15%) provenivano da domicilio e solo in 7 (2%) da casa di riposo o RSA, senza differenze osservabili per sesso. Alla dimissione 259 persone (45%) sono rientrate a domicilio, 120 (21%) dimesse in RSA, in 107 (19%) sono state accolte in casa di riposo, 73 (13%) inviate in ospedale, 1 persona è stata dimessa in hospice e 12 persone sono decedute. Le donne sono risultate significativamente più numerose tra i pazienti dimessi a domicilio rispetto a quelli dimessi in RSA e case di riposo.

Conclusioni Da questo studio emergono iniziali, ma non per questo meno preziose informazioni per il futuro dell’assistenza territoriale. I tempi di degenza ottimali e la prevalenza di pazienti provenienti dall’ospedale ricoverati in OdC indicano un efficace utilizzo della struttura. Va notato inoltre che la maggior parte degli utenti sia stata dimessa a domicilio, nonostante l’età molto elevata. L’OdC si è rivelato il luogo adatto per fornire cure essenziali in situazioni complesse che non richiedono ricovero ospedaliero immediato, non mostrando l’influenza della differenza di genere ed evidenziando il ruolo cruciale del territorio nell’assistenza sanitaria.