L’assistenza alla persone con demenza: il punto di vista del personale sociosanitario

Autore: Annachiara Di Nolfi, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Roma 
annachiara.dinolfi@iss.it
Vittorio Palermo, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Ilaria Palazzesi, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Serena Passoni, Flaminia Camilli, Patrizia Lorenzini, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Alice Paggetti, Guido Bellomo, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Francesco Sciancalepore, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Nicoletta Locuratolo, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Angela Giusti, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Paola Scardetta, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Nicola Vanacore, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Francesca Zambri, Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma;

Categoria Primaria: Promozione della salute e prevenzione
Categoria Secondaria: Malattie cronico-degenerative e tumori

Introduzione. In Italia, si stimano 1.126.961 casi di demenza nella fascia di età ≥ a 65 anni. Un’efficace assistenza alle persone con demenza si basa su un approccio collaborativo interdisciplinare e intersettoriale tra le diverse professioni, sia sanitarie che sociali.

Obiettivi. Descrivere lo stato dell’arte dell’assistenza nelle Regioni italiane dal punto di vista del personale sociosanitario che si prende cura della persona con demenza e dei relativi caregiver.

Metodi. Nell’ambito del Fondo per l’Alzheimer e le demenze è stato condotto uno studio descrittivo qualitativo. È stato effettuato un focus group (FG) per ogni Regione italiana, coinvolgendo il personale sociosanitario che si prende cura delle persone con demenza e dei caregiver.

Risultati. Sono stati effettuati 21 FG con 187 professioniste/i sociosanitari. Dai FG emerge chiaramente come la presenza di specifiche figure e servizi sia necessaria per garantire una presa in carico efficace della persona con demenza e dei relativi caregiver. Tra le figure rientrano, oltre a quella medica specialistica, anche quella infermieristica, della/o psicologa/o, del/della terapista occupazionale, del/della logopedista e dell’assistente sociale. La mancanza o il sottodimensionamento rispetto al carico di lavoro di queste professioni, che dovrebbero operare in modo integrato, influenza negativamente la presa in carico. Un’ulteriore figura particolarmente citata all’interno dei FG è stata quella del/della Medico/a di Medicina Generale (MMG), considerata di fondamentale importanza, soprattutto per l’intercettazione dei primi segni di malattia. Le modalità di approccio del/della MMG influenzano l’andamento del percorso diagnostico in termini di efficacia e tempestività, e, laddove siano presenti carenze in termini collaborativi o formativi, il percorso di cura risulta di più difficile gestione, sia per i familiari che per il personale dei servizi specialistici. La diffusa mancanza di conoscenza sul tema delle demenze, soprattutto tra il personale non specializzato (ad es. personale dei servizi di emergenza-urgenza), è stata infatti evidenziata come una criticità diffusa. Per quanto riguarda i servizi, sia i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze che i Centri Diurni sono stati descritti come organizzati in modo eterogeneo in base al territorio di afferenza, soprattutto per quanto riguarda la tipologia di personale presente. In generale, emerge una mancata integrazione tra servizi, che porta ad una frammentazione della presa in carico, sebbene intervenga spesso l’iniziativa del/della singolo/a professionista a garantire la comunicazione tra i servizi stessi.

Conclusioni. Strategie di sanità pubblica dovrebbero concentrarsi sulla progettazione di attività sostenibili, sull’implementazione di PDTA regionali e sull’incremento di risorse alle varie strutture, al fine di offrire servizi di maggiore qualità, in rete tra loro, uniformi e coerentemente distribuiti su tutto il territorio nazional